28 Ottobre 2021

Fiducia dei consumatori, calo a ottobre. Associazioni temono per i consumi di Natale

Cala a ottobre la fiducia dei consumatori. L’Istat infatti stima a ottobre 2021 una diminuzione dell’indice del clima di fiducia dei consumatori, che passa da 119,6 a 118,4. L’indice composito del clima di fiducia delle imprese è invece in aumento (da 113,7 a 115,0).

La flessione dell’indice di fiducia dei consumatori, spiega l’Istituto, esprime un peggioramento diffuso dei giudizi. Il clima corrente registra la discesa più marcata (da 116,1 a 113,7) mentre il clima economico e quello personale evidenziano flessioni più contenute (rispettivamente, da 143,6 a 142,2 e da 111,5 a 110,4). Solo il clima futuro è in aumento, passando da 124,7 a 125,4.

«L’indice di fiducia dei consumatori registra una diminuzione, rimanendo comunque su livelli storicamente elevati – commenta l’Istat – Tra le nove serie componenti l’indice, peggiorano tutti i giudizi sugli andamenti correnti mentre migliorano le aspettative sulla situazione economica generale, sulla disoccupazione e sulla situazione personale; anche le prospettive di risparmiare nei prossimi mesi sono in miglioramento».

UNC: rischio di un Natale in bianco

Sono dati che fanno temere un prossimo calo dei consumi. Dietro l’angolo ci sono le feste natalizie, mentre il presente vede i rincari dei prezzi dell’energia, le bollette in aumento, i rialzi sul pane. Non un buon punto di partenza per il periodo finale dell’anno, che da tradizione segna consumi alti.

«Dato negativo, anche se per il momento non c’è un divorzio con il Governo Draghi», commenta il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona davanti al calo della fiducia segnalato dall’Istat, aggiungendo però che «gli italiani continuano ad avere fiducia nella politica economia dell’Esecutivo e nella ripartenza dell’Italia».

«Preoccupante, però, il peggioramento del giudizio sulla situazione economica della famiglia, sul bilancio familiare e, soprattutto, sull’opportunità di acquistare beni durevoli – dice Dona – A incidere su questo aggravamento, i rialzi dell’inflazione e delle bollette di luce e gas che hanno ridotto il reddito disponibile delle famiglie. Insomma, per ora il calo della fiducia non è ancora grave e allarmante, ma il Governo deve porre subito rimedio, intervenendo contro i rincari, altrimenti si rischia un Natale in bianco, con minori acquisti rispetto a quelli attesi e auspicati».

Codacons: pessimo segnale per i consumi

Il calo della fiducia dei consumatori rappresenta per il Codacons «un pessimo segnale per i consumi futuri, specie in vista delle festività natalizie».

«Dopo un periodo di forte crescita dell’indice della fiducia dei consumatori, si registra ad ottobre una evidente diminuzione che non è certo un buon segnale – dice il presidente Carlo Rienzi – Le famiglie sono estremamente preoccupate dai rincari delle bollette e dal caro-prezzi che sta portando in Italia ad una ondata di aumenti dei listini in tutti i settori, dai carburanti agli alimentari. Una situazione che si riflette sul clima di fiducia, che scende per quasi tutte le componenti e rappresenta un pessimo segnale, perché influisce sulla propensione alla spesa dei consumatori nel breve periodo».

Federconsumatori: influiscono rincari di energia e pane

«Un dato che non ci sorprende, che testimonia come, dopo l’euforia iniziale della ripresa post-lockdown, permangano ancora forti preoccupazioni sulle condizioni economiche delle famiglie – commenta a sua volta Federconsumatori – Le continue oscillazioni del dato sulla fiducia dei consumatori dimostrano una persistente instabilità, dovuta soprattutto alle conseguenze della pandemia che hanno ulteriormente danneggiato un sistema economico già fragile. Le famiglie continuano ad affrontare gravi disagi, soprattutto alla luce dei rincari in atto sul fronte dell’energia e dell’alimentazione, che non possono non influire sul dato rilevato dall’Istat».

L’associazione ha stimato questi rincari in +168 euro annui a famiglia per i carburanti, +312 euro per l’energia e +71,84 euro per il pane.

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