27 Novembre 2019

Fiducia dei consumatori ai minimi dal 2017

 

di Francesca Gerosa Deciso calo per la fiducia dei consumatori a novembre con l’indice che passa da 111,5 a 108,5, ai minimi dal 2017, mentre l’indice composito del clima di fiducia delle imprese registra un lieve aumento da 98,9 a 99,1. L’Istat ha spiegato che la diminuzione dell’indice di fiducia dei consumatori è la sintesi di andamenti negativi di tutte le sue componenti: il clima economico diminuisce da 127,2 a 116,3, il clima corrente da 107,9 a 106,8 e il clima futuro da 116,1 a 110,2, ad eccezione di quella personale, dove l’indice aumenta leggermente da 105,4 a 105,8.

Per quanto attiene alle imprese, dall’industria emergono segnali di incertezza mentre per i servizi si registra una sostanziale stabilità degli indici. Più in dettaglio, l’indice diminuisce lievemente nel settore manifatturiero da 99,5 a 98,9 e flette da 141,3 a 137,1 nelle costruzioni; nei servizi di mercato l’indice rimane a quota 99,6 come lo scorso mese e nel commercio al dettaglio permane sostanzialmente stabile (da 108,3 a 108,2).

Passando ad analizzare le componenti dei climi di fiducia delle imprese, nell’industria manifatturiera il deterioramento dell’indice deriva da giudizi sugli ordini e attese di produzione in peggioramento; il saldo dei giudizi sulle scorte diminuisce. Nelle costruzioni, l’evoluzione negativa dell’indice è determinata dal peggioramento dei giudizi sugli ordini e, soprattutto, da un deciso ridimensionamento delle attese sull’occupazione.

Nel comparto dei servizi di mercato si segnala il miglioramento dei giudizi e delle attese sugli ordini; i giudizi sull’andamento degli affari sono invece in deterioramento. Con riferimento al commercio al dettaglio, la lieve diminuzione dell’indice di fiducia è trainata dal deterioramento dei giudizi e delle attese sulle vendite a cui si uniscono giudizi sulle scorte in miglioramento.

“Il crollo della fiducia dei consumatori è un pessimo segnale in vista del Natale”, ha commentato il Codacons. “Si tratta del dato peggiore dal 2017 e le ripercussioni potrebbero essere pesanti per la nostra economia”, ha sottolineato il presidente, Carlo Rienzi. “La forte diminuzione della fiducia delle famiglie rischia, infatti, di avere effetti deprimenti sui prossimi consumi di Natale, perché un calo delle aspettative sul futuro del paese porta i consumatori a ridurre la spesa e rimandare gli acquisti in attesa di tempi migliori”.

“E’ evidente che sul clima di fiducia di consumatori e imprese pesa l’incertezza determinata dal governo Pd-M5S, con una manovra che non convince caratterizzata da provvedimenti che cambiano di giorno in giorno e che rischiano di avere effetti diretti sulle tasche delle famiglie, introducendo nuove tasse e balzelli”, ha concluso Rienzi.

Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, ha parlato addirittura di “dati shock”. Dopo il calo di ottobre, “ora la fiducia crolla”. Gli italiani, in particolare, ha aggiunto Dona, “bocciano la manovra del governo, come dimostra il dato del giudizio e delle attese sulla situazione economica italiana che letteralmente precipitano, passando, rispettivamente, da -57,5 a -70,5 e da -15,8 a -31,8”. (riproduzione riservata)

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