27 Novembre 2019

Fiducia consumatori italiani ai minimi dal 2017. Per Codacons e Unc pesa incertezza manovra

 

Andamenti divergenti a novembre del clima di fiducia, che migliora per le imprese e peggiora per i consumatori. La fiducia dei consumatori italiani scende ai minimi dal 2017 in un clima di rinnovata incertezza sul fronte governativo, anche alla luce dello scoppio del caso dell’ex Ilva di Taranto. A fornire, come ogni mese, il quadro completo è l’Istat: l’indice del clima di fiducia dei consumatori è passato da 111,5 a 108,5 punti, mentre quello delle imprese ha mostrato un lieve aumento, da 98,9 a 99,1.

“La diminuzione dell’indice di fiducia dei consumatori è la sintesi di andamenti negativi di tutte le sue componenti (il clima economico diminuisce da127,2 a 116,3, il clima corrente cala da 107,9 a 106,8 e il clima futuro flette da 116,1 a 110,2), ad eccezione di quella personale, dove l’indice aumenta leggermente da 105,4 a 105,8”, spiega l’Istat sottolineando che “l’indice raggiunge un livello minimo rispetto al periodo agosto 2017 – novembre 2019”. Secondo l’istituto la dinamica negativa è determinata dal peggioramento di giudizi e attese sulla situazione economica italiana nonché dall’aumento delle aspettative sulla disoccupazione.

Guardando alle performance delle imprese, dall’industria emergono segnali di incertezza mentre per i servizi si registra una sostanziale stabilità degli indici. Più in dettaglio, l’indice diminuisce lievemente nel settore manifatturiero (da 99,5 a 98,9) e flette da 141,3 a 137,1 nelle costruzioni; nei servizi di mercato l’indice rimane a quota 99,6 come lo scorso mese e nel commercio al dettaglio permane sostanzialmente stabile (da 108,3 a 108,2).

Per quanto riguarda, invece, le componenti dei climi di fiducia delle imprese, nell’industria manifatturiera il deterioramento dell’indice deriva da giudizi sugli ordini e attese di produzione in peggioramento; il saldo dei giudizi sulle scorte diminuisce. Nelle costruzioni, l’evoluzione negativa dell’indice è determinata dal peggioramento dei giudizi sugli ordini e, soprattutto, da un deciso ridimensionamento delle attese sull’occupazione.

Per Unc e Codacons su fiducia pesa incertezza manovra

“Dopo il calo di ottobre, ora la fiducia crolla”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Gli italiani, in particolare, bocciano la manovra del Governo, come dimostra il dato del giudizio e delle attese sulla situazione economica italiana che letteralmente precipitano, passando, rispettivamente, da -57,5 a -70,5 e da -15,8 a -31,8”, conclude Dona.

Anche il Codacons parla di un crollo della fiducia che rappresenta “un pessimo segnale per i consumi di Natale”. “Si tratta del dato peggiore dal 2017 e le ripercussioni potrebbero essere pesanti per la nostra economia – spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi –. La forte diminuzione della fiducia delle famiglie rischia infatti di avere effetti deprimenti sui prossimi consumi di Natale, perché un calo delle aspettative sul futuro del paese porta i consumatori a ridurre la spesa e rimandare gli acquisti in attesa di tempi migliori”.

“E’ evidente che sul clima di fiducia di consumatori e imprese pesa l’incertezza determinata dal Governo Pd-M5S, con una manovra che non convince caratterizzata da provvedimenti che cambiano di giorno in giorno e che rischiano di avere effetti diretti sulle tasche delle famiglie, introducendo nuove tasse e balzelli”, conclude Rienzi.

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