29 Maggio 2019

Fiducia consumatori e imprese in ripresa, nessun effetto elezioni

A maggio, dopo tre mesi di calo, l’indice di fiducia dei consumatori italiani è passato da 110,6 a 111,8, con il clima economico e quello corrente che hanno registrato gli incrementi più marcati, e l’indice del clima di fiducia delle imprese da 98,8 a 100,2. La campagna elettorale e le polemiche tra i partiti, anche di governo, non hanno pesato. Ma per il Codacons è un fuoco di paglia

di Francesca Gerosa Segnali positivi dalla fiducia dei consumatori e delle imprese in Italia. A maggio l’indice del clima di fiducia dei consumatori è tornato a salire dopo tre mesi consecutivi di calo, passando da 110,6 a 111,8; un’evoluzione positiva si è vista anche per l’indice composito del clima di fiducia delle imprese, aumentato da 98,8 a 100,2.

Tutte le componenti dell’indice di fiducia dei consumatori sono risultate in miglioramento: il clima economico e quello corrente hanno registrato gli incrementi più marcati. Aumento più contenuto, invece, per il clima personale e, soprattutto, per quello futuro. Più in dettaglio, il clima economico è salito da 122,8 a 125,9, il clima corrente da 106,9 a 109,6, il clima personale da 105,9 a 107,4 e il clima futuro da 115,6 a 115,8.

Con riferimento alle imprese, l’indice di fiducia ha evidenziato un aumento diffuso per tutti i settori coperti dalle indagini: nel settore manifatturiero è passato da 100,8 a 102,0, nelle costruzioni aumenta da 141,2 a 144,3, nei servizi va da 99,1 a 99,3 e nel commercio al dettaglio sale da 101,3 a 102,6.

Per quanto riguarda le componenti dei climi di fiducia delle imprese, nella manifattura si è rilevato un miglioramento sia dei giudizi sugli ordini sia delle attese sulla produzione unitamente a una diminuzione del saldo relativo alle scorte di magazzino. Nelle costruzioni la dinamica positiva dell’indice ha riflesso il miglioramento sia dei giudizi sul livello degli ordini sia delle aspettative sull’occupazione presso l’azienda. Nei servizi e nel commercio al dettaglio ha riflesso gli andamenti eterogenei delle rispettive componenti: il miglioramento è stato trainato dalle attese sugli ordini nei servizi e dai giudizi sulle vendite nel commercio. Tutte le altre componenti sono risultate in calo.

A maggio, ha commentato l’Istat, “si registra un miglioramento diffuso del clima di fiducia sia per le imprese sia per i consumatori. In un contesto economico ancora caratterizzato da una notevole incertezza, la fiducia delle imprese sembra mostrare, nella gran parte dei settori, un miglioramento soprattutto nelle prospettive dei livelli di attività. Per i consumatori, l’indice di fiducia torna ad aumentare per la prima volta da gennaio 2019, mantenendosi comunque al di sotto dei livelli registrati nel 2018. Il miglioramento della fiducia è trainato dalla componente economica e da quella corrente”.

“Un dato inaspettato”, ha sottolineato a caldo Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Nessun effetto elezioni. La campagna elettorale e le maggiori polemiche tra i partiti, anche di governo, non hanno determinato un calo della fiducia”. Anche se le interviste sono state svolte nella prima metà del mese, ossia prima del voto, avrebbe dovuto comunque esserci un effetto legato alle maggiori discussioni tra i leader di partito. Invece, “restano stabili le attese sulla situazione economica dell’Italia e addirittura migliorano i giudizi sul Paese. Evidentemente gli italiani considerano fisiologiche oppure ininfluenti oppure fittizie le continue liti e discussioni”, ha concluso Dona.

Tuttavia per il Codacons i numeri diffusi oggi dall’Istat rimangono ancora insoddisfacenti. Per la fiducia dei consumatori, tornata a crescere, “il rischio è che si tratti di un fuoco di paglia destinato presto a spegnersi. I dati relativi alla fiducia delle famiglie rimangono, infatti, ben al di sotto dei valori del 2018 per tutte le componenti, a dimostrazione che il quadro politico che sta caratterizzando il paese negli ultimi mesi ha prodotto un costante logorio nelle aspettative dei cittadini, intaccando ottimismo e speranze”, ha spiegato il Codacons.

“La minore fiducia dei consumatori registrata nei primi mesi del 2019”, ha proseguito, “si ripercuote in modo diretto sulla spesa e sui consumi, che non a caso risultano in rallentamento rispetto allo scorso anno. Per tale motivo la ripresa dell’indice della fiducia per consumatori e imprese registrata a maggio è un segnale positivo, ma non appare sufficiente a colmare il gap con il passato”, ha ammonito.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this