Fido sporca, pochi controlli e tante proteste
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fonte:
- Il Messaggero
La questione è tanto delicata, quanto poco profumata. Una faccenda di lunga data, quella dei “ricordini“ degli animali da compagnia lungo i marciapiedi della città. Il problema rimane sempre quello: come fare per educare i padroni, evitare che gli animali insozzino le strade e trovare sistemi efficaci per rimuovere gli escrementi. Un`indagine delle Gesenu sulla soddisfazione degli utenti, ad esempio, riportava le lamentele di ben 1243 intervistati perugini che chiedevano di multare i padroni degli animali che sporcano e che non ripuliscono; il 48 per cento degli interpellati, inoltre, lamenta che troppe volte la signora con cagnolino tira dritto, invece, di raccogliere la “pupù“ dell`animale. E tra le tante zone che soffrono della “puzzolente“ condizione, corso Cavour e Borgo XX giugno possono dirsi al limite della sopportazione. Tanto che la domenica precedente alla festa di sant`Antonio, patrono degli animali domestici, l`abate di San Pietro ha evidenziato, nella predica, come una città “non possa definirsi civile quando viene coperta dagli escrementi degli animali, questo per una falsa interpretazione dovuta al rispetto delle creature, quando il primato viene tolto all`uomo per darlo agli animali“. Il cane è il migliore amico dell`uomo, ma molti proprietari, con il loro modo di fare, diventano i peggiori nemici degli uomini. Animali che scorrazzano liberi, che entrano dove non dovrebbero e che, soprattutto, lasciano sgraditi ricordi sui marciapiedi, nei parchi e sulle ruote delle auto. Una situazione che in alcune zone della città è divenuta insostenibile. “La condizione di Borgo XX giugno e corso Cavour è intollerabile – dice una residente, Rosina Defiorenzo – dalle scale di Sant`Ercolano fino ai giardini del Frontone bisogna fare attenzione a dove si mettono i piedi. I marciapiedi sono pieni di escrementi di cani e piccioni che stanno lì per giorni senza che nessuno ripulisca“. Secondo il Codacons, infatti, solo il 20 per cento degli sgradevoli “regalini“ viene rimosso. Tra un passaggio e l`altro degli operatori, infatti, aumentano i cani a spasso. E così ogni mattina i negozianti di via Cartolari, come di altre zone, devono spazzare l`ingresso della propria attività commerciale eliminando le tracce del passaggio degli animali, mentre davanti ai portoni o in altri punti dei marciapiedi, senza volenterosi, lo sporco rimane. “Non è assolutamente igienico, soprattutto d`estate con i sandali, e poi per colpa dei piccioni non ci si può sedere neppure su di una panchina – conclude l`agguerrita signora – cosa costa comprarsi paletta e busta e portarsi via ciò che ha fatto il proprio animale? Si parla dei diritti degli animali, ma il rispetto per gli uomini dov`è finito?“. Anche le aree verdi cittadine dove sussiste il divieto di portarvi gli animali non vengono risparmiate. Il Frontone, ad esempio, sono un luogo fresco e tranquillo, con un`area verde ben curata, molto frequentato da anziani e mamme con bambini, ma anche lì si avverte un certo disagio. Eppure il regolamento comunale parla chiaro: i padroni devono raccogliere le feci degli animali. “La paletta e la bustina, oppure il guanto di plastica – afferma Antonio, giovane con due cani al guinzaglio – devono diventare come il casco per il motociclista o le cinture in macchina: bisogna sempre averle in tasca. È un segno di civiltà e di rispetto, per gli uomini e per gli animali stessi, richiamati dagli escrementi di altri cani. Purtroppo siamo in pochi a pensare così“.
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