12 Luglio 2018

FIAT, IL MONDO DEL LAVORO IN AGITAZIONE PER RONALDO

Secondo molti si tratta del colpo del secolo. Certamente l’ arrivo di Ronaldo in bianconero segna, dopo oltre vent’ anni, lo sbarco di un fuoriclasse di livello mondiale nel campionato italiano. L’ ultimo era stato il suo omonimo brasiliano. Eppure c’ è chi storce il naso – e non parliamo delle rivali calcistiche della Juve – ma di una parte del mondo sindacale Fiat e alcuni ex lavoratori del gruppo automobilistico. L’ unione sindacale di base ha proclamato uno scioepro dalle 22 di domenica alle 6 di martedì a Mel fi per protesrae contro l’ ac quisto del campione portoghese da parte della Juve. «Di fronte a tanta iniquità, non si può che scioperare”, lo stringato voltantino fatto circolare. Il sindacato riceve una sponda anche dalla politica. «Trenta milioni di euro annui a Ronaldo sono i salari di circa 1.200 operai. Nulla di personale: ci sono con lui boss della finanza, manager, star dello spettacolo. Ma è immorale. E con flat tax avrebbe una decina di milioni annui in più! Siamo con operai Fiat». Questo il pensiero affidato a un tweet di Stefano Fassina di Leu. Ancora più arrabbiati e coloriti i cinque ex operai dello stabilimento Fca di Pomigliano d’ Arco e degli esponenti dei Si Cobas. “Per Ronaldo 400 milioni… agli operai solo calci nei coglioni”. Il manifesto affisso sul muro di recinzione della fabbrica non lascia spazio a dubbi riguardo lo stato d’ animo dei lavoratori il cui licenziamento è stato confermato dalla Corte di Cassazione nelle scorse settimane. Uno degli operai, licenziato per aver messo in scena attraverso un manichino il suicidio di Marchionne, ha indossato una magliacon la foto dello stesso manichino impiccato nel 2014, ma con la testa di Ronaldo e la scritta «400 milioni presi dalla tasche degli operai? No grazie, la faccio finita». «Noi siamo quelli che ti paghiamo», si legge ancora sul manifesto. Secondo i manifestanti Cristiano Ronaldo sarà pagato con i soldi da destinare invece agli operai. Critico infine anche il Codacons che parla di «un contratto immorale e vergognoso per un Paese civile. Il mondo del calcio è ormai fuori controllo». m.m.

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