10 Agosto 2012

Fiamme vicino alla Madonnina. Belviso: «C’ è una strategia»

 
Fiamme vicino alla Madonnina. Belviso: «C’ è una strategia»

 Danni anche nelle campagne di Riano, in via Collatina, via Prenestina, a Grottarossa e a Ponte di Nona. «C’ è una strategia», afferma la vice sindaco Sveva Belviso. A Monte Mario è caccia agli incendiari. Gli investigatori della Forestale, diretti dal vice questore aggiunto Marco Mei, hanno individuato il focolaio da dove sono partite le fiamme: un cespuglio fra gli alberi, a pochi metri da una cisterna dell’ acqua e da un bocchettone anti-incendio parzialmente bruciato. Come se i piromani avessero cercato di proposito di ritardare il più possibile l’ intervento dei soccorritori. Anche questo rogo, spento in tre ore, finirà probabilmente nel fascicolo contro ignoti aperto dalla procura che indaga sull’ altro incendio nella riserva del 31 luglio scorso, sui tre episodi successivi (forse accidentali) e su quello del giorno precedente a Monte Ciocci per il quale sono sospettati tre ragazzi attualmente ricercati. Un aiuto potrebbe arrivare dall’ analisi dei filmati della videosorveglianza esterna all’ area verde perché nei sentieri non ci sono telecamere: forse hanno ripreso chi si è addentrato nella riserva semplicemente varcando i cancelli aperti al pubblico fin dalle prime ore della mattinata. Si pensa a un maggiore controllo degli accessi. Ma le indagini sono solo all’ inizio. «Non ci sono tuttavia collegamenti con gli altri incendi, come quello alla Storta», spiega il comandante Mei, che aggiunge: «Ci vorranno almeno quattro anni perché la vegetazione di questa parte di Monte Mario possa riprendersi». «Non abbiamo mai visto tanti incendi in città», dice preoccupato Tommaso Profeta, capo della Protezione civile del Comune. I numeri raccontano che nel 2012 sono andati distrutti 500 ettari di territorio contro i 50 dell’ anno scorso e che c’ è un’ impennata del 120% di episodi (del 90% secondo la Forestale) sempre rispetto al 2011. E soltanto ieri la Protezione civile ha scaricato mezzo milione di litri d’ acqua sui 17 incendi divampati in città e in provincia. I danni sono ingenti. «Ma è comunque importante individuare i piromani anche perché potranno essere chiamati a rispondere proprio di quello che hanno causato: i romani potranno rivalersi direttamente sui responsabili degli incendi, dei danni ambientali prodotti, dei disagi provocati e dei pericoli alla pubblica incolumità», conclude l’ avvocato Carlo Rienzi, presidente del Codacons. Rinaldo Frignani RIPRODUZIONE RISERVATA.

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