Fiammata dell`inflazione con affitti e energia
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fonte:
- Il Piccolo
Fiammata dell`inflazione con affitti e energia
ROMA Inflazione in risalita a gennaio. Sono stati soprattutto i costi per l`abitazione dal canone d`affitto, e quelli di luce, gas e acqua, accanto alla crescita dei costi dei prodotti energetici, ad aver trascinato al rialzo i prezzi al consumo. Che, nel mese scorso, hanno avuto una variazione di +0,2% rispetto a dicembre 2005 e di +2,2% su base tendenziale. Nel confermare la stima preliminare, l`Istat ha rilevato che gli aumenti più marcati nell`arco dei dodici mesi (+5,8%) hanno interessato il capitolo abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+0,9% congiunturale) che assieme a quello trasporti (+4% su gennaio 2005 e -0,2% tendenziale) spiega poco più del 50% del tasso di inflazione. In particolare, i prezzi degli affitti hanno registrato +2,4% su gennaio 2005, quello per l`acqua potabile +4,9%, quello per la raccolta dei rifiuti +5,8%. In aumento (3%) anche bevande alcoliche e tabacchi. Nei dodici mesi, l`unico capitolo a registrare una diminuzione dei prezzi è stato quello della comunicazione (-3,7%, variazione nulla su dicembre). Rallentata a gennaio la crescita dei prezzi per servizi sanitari e spese per la salute (-0,8% su dicembre e +0,9% rispetto a gennaio 2005 dall`1,2% misurato nel mese precedente) e per l`istruzione (+0,1% e +2,9% rispetto a +3% rilevato a dicembre 2005). A far salire i prezzi al consumo sono stati dunque anche i beni energetici: per quanto riguarda quelli per abitazione, a gennaio il costo dell`energia elettrica è salito dell`1,9% (+7,7% tendenziale), quello del gas dell`1,1% (9,5%) e quello dei combustibili liquidi dell`1% (14,5%). In aumento a gennaio anche i carburanti per veicoli: +1,3% (+12,3% tendenziale) per la benzina verde e +1,6% (+12,4%) per il gasolio. L`Istat ha osservato che i prezzi dei beni energetici non regolamentati sono cresciuti su base congiunturale dell`1,4% portando a gennaio il tasso di variazione dei prezzi sull`anno al 12,2% dall`8,6% di dicembre. Torino è stata la città in cui l`Istat ha rilevato l`aumento tendenziale dei prezzi al consumo più elevato (+2,9%) seguita da Aosta e Ancona (+2,7% per entrambe), Perugia, Campobasso e Cagliari (+2,5%) e Trieste (+2,4%). Gli aumenti tendenziali più moderati hanno riguardato Bari (+1,3%), Milano e Firenze (+1,9%), Genova, L`Aquila e Palermo (+2%). Per quanto riguarda l`indice armonizzato, l`Istat ha corretto al ribasso la stima in quanto a gennaio c`è stata una variazione di -0,9% (rispetto allo 0,8%) su base congiunturale e del 2,2% (anzichè 2,3%) su base tendenziale. Ma i dati dell`Istat sull`inflazione e quelli dell`Isae, secondo cui la fiducia dei consumatori è al massimo dal 2002, ad avviso dell`Intesaconsumatori “cozzano con la dura realtà delle famiglie, costrette a indebitarsi e ad ipotecare anche il quinto dello stipendio“.
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