17 Novembre 2021

Fiammata dell’inflazione a ottobre Alle famiglie costerà 900 euro in più

 

Una fiammata che rischia di pesare sulle tasche dei consumatori. L’inflazione,a ottobre, rialza la testa e fa registrare picchi che non si vedevano da una decina di anni. In Friuli Venezia Giulia l’aumento tendenziale (anno su anno) è pari al 3,4%. Elemento che colloca la nostra regione tra quelle dove il carovita corre maggiormente. Stesso discorso per le città. Trieste, con Catania, fa registrare il balzo massimo di tutta Italia, pari al 3,7%, mentre Udine è subito dietro con il suo più 3,3%. Nel paniere pesano gli aumenti, ampiamente annunciati, di carburanti, elettricità, gas e spese per l’abitazione. Ma anche molti altri generi di largo consumo hanno cominciato una dinamica ascendente, tanto che le associazioni di consumatori prevedono una stangata, per le famiglie, di circa 900 euro annui. Insomma una situazione da monitorare attentamente, visto che siamo alla vigilia del periodo natalizio, quello più propizio per gli acquisti.I DATI DI FVG E CAPOLUOGHI In regione il rialzo dell’inflazione nello scorso mese di ottobre è stato pari al 3,4%. In questa poco invidiabile classifica delle regioni, siamo al secondo posto a pari merito con il Trentino Alto Adige, dietro di un’incollatura alla sola Sicilia, dove l’incremento è stato del 3,5%. Andamento dei prezzi sostenuto pure in Veneto (più 3,2%), va meglio in Lombardia (più 2,8%), virtuosa è l’Umbria con il suo più 2,5%. Nei capoluoghi delle regioni e delle province autonome e nei comuni non capoluoghi di regione con più di 150 mila abitanti l’inflazione più elevata si osserva a Catania e Trieste (+3,7% per entrambe), Padova e Trento (+3,6% per tutte e due), mentre le variazioni tendenziali più contenute si registrano a Torino e Perugia (+2,3% per entrambe). Udine si piazza nella fascia alta della graduatoria con il suo più 3,3% (0,9% congiunturale). In particolare nel capoluogo friulano la voce abitazione, acqua, elettricità e combustibili ha fatto segnare un ragguardevole più 13,5%, mentre la voce trasporti un più 11,2%. Mobili e articoli per la casa sono aumentati del 2,8%, i servizi ricettivi e di ristorazione dell’1,66%, i servizi sanitari e le spese per la salute dell’1,33%. Va meglio se dobbiamo fare acquisti di abbigliamento e calzature, con un’inflazione dello 0,8%. Le uniche tipologie di merci in calo sono bevande alcoliche e tabacchi (meno 0,1%) e le comunicazioni (-1,7%). A Udine la differenza è molto evidente rispetto a 12 mesi fa. Nell’ottobre 2020 si registrava un indice di inflazione pari allo 0,1%. Il rush vero e proprio è cominciato da febbraio, marzo 2021 ma adesso ha raggiunto dimensioni ragguardevoli.E non è detto che si possa arrestare in tempi brevi. STANGATA DA 900 EURO L’ANNO L’inflazione svuota le tasche dei consumatori. Se le cose dovessero andare avanti così si prevede un esborso aggiuntivo di circa 900 euro l’anno. Ammontano intanto a oltre 312 euro le ricadute che ogni famiglia subirà alla luce dei rincari delle bollette di energia elettrica e gas. Complessivamente, tenendo presente il tasso di inflazione registrato, gli aumenti in termini annui sulla spesa delle famiglie saranno pari a 894 euro. È la stima dell’Osservatorio nazionale Federconsumatori.«Con queste percentuali – sottolinea l’associazione – l’inflazione raggiunge i livelli più alti dal 2012 e cade come un macigno sulla già fragile economia del nostro Paese. Aumenti di questa portata si ripercuotono sulle condizioni di vita delle famiglie con conseguenze drammatiche, soprattutto perchè i cittadini si trovano già da tempo ad affrontare una generale e diffusa situazione di difficoltà e precarietà non solo da punto di vista economico ma anche sotto il profilo sanitario e sociale. Inoltre il significativo aumento dei costi dell’energia non potrà che avere ulteriori conseguenze negative sul fronte della povertà energetica, fenomeno in forte crescita nel Paese. Abbiamo invitato le Commissioni parlamentari competenti e l’Antitrust ad avviare attenti monitoraggi e controlli sull’andamento dei prezzi, in primis quelli dell’energia e dei beni alimentari, per scongiurare fenomeni speculativi e operazione di cartello». Quadro a tinte fosche per il Codacons che parla di un rincaro per le famiglie di 922 euro. LE MATERIE PRIME Un contributo determinante al balzo dell’inflazione viene dalla corsa senza freni delle materie prime: acciaio, legno, plastiche e dei combustibili, dal metano al petrolio. «Nei primi nove mesi del 2021 i prezzi delle materie prime industriali sono aumentati del 43%, il petrolio del 55%, il gas naturale del 166%. Un’ondata di rialzi che si ripercuoterà anche su prezzi e consumi», conferma Confesercenti.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox