FESTIVAL Al via la kermesse e fa il pieno di polemiche
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fonte:
- Il Manifesto
Si riparte con la cinquantanovesima edizione di Sanremo, la prima dopo la débâcle degli ascolti che sono costati il posto (forse definitivamente) a Pippo Baudo. E che sia una specie di ultimatum lo deve pensare anche il direttore di Raiuno Fabrizio Del Noce che, alla conferenza stampa di presentazione del festivalone, non ha usato giri di parole e ha annunciato: «Parliamoci chiaro: o arriveranno i risultati quest’anno o dovremo ufficializzare la crisi di questo evento». Insomma, o si recuperano gli ascolti rovinosamente precipitati lo scorso anno a favore di Mediaset e di quello che è ormai il terzo polo televisivo, Sky, o la Rai ridimensionerà drasticamente il baraccone televisivo. Il festival va ai nastri di partenza con un’altra gatta da pelare: quella relativa a Roberto Benigni e all’accordo da 350 mila euro per la sua ospitata in apertura del festival stasera, frutto di una sorta di «baratto» sulla concessione all’attore toscano di utilizzo delle sue apparizioni televisive. E su questo «accordo» si è espresso ancora Del Noce: «Su Benigni dal punto di vista editoriale per Raiuno non cambia nulla. Noi potremo trasmettere il materiale di archivio dei suoi programmi Rai. Potremo trasmetterlo quando vorremo. L’accordo che è stato fatto riguarda i diritti home video che in ogni caso erano diritti condivisi tra azienda e artista, quindi non sfruttabili da nessuno dei due, se non con un accordo tra le due parti». Ma a frenare Del Noce, è arrivata la lettera inviata al direttore generale della Rai Claudio Cappon da Carlo Nardello, amministratore delegato di Rai Trade – la società che ha in esclusiva la commercializzazione del prodotto Rai. La missiva mette in guardia l’azienda pubblica sui rischi dell’accordo siglato con l’autore de La vita è bella. Secondo i parametri di mercato, se a Benigni sono stati ceduti 500 minuti, il valore di mercato sarebbe di molto superiore ai 350 mila euro dell’accordo, quasi tre volte tanto. La bagarre pre-festivaliera ha coinvolto anche Bonolis e il suo compenso da un milione di euro. Il Codacons avrebbe chiesto il sequestro dei contratti stipulati dalla Rai con lo showman e con Roberto Benigni, relativamente al festival di Sanremo 2009. «Abbiamo chiesto – ha spiegato in una nota il presidente Codacons, Carlo Rienzi – di acquisire e analizzare tutte le clausole contenute nei contratti dei due artisti e relativi al Festival, al fine di verificare se possano essere configurabili o meno sprechi di risorse pubbliche a danno della collettività». Da viale Mazzini la contro replica: «I limiti delle retribuzioni non riguardano, come prevede la legge, i compensi artistici, che sono ovviamente legati alle regole del mercato». Non sono mancati poi strascichi inevitabili sul caso Povia e la sua canzone sul «gay redento». L’Arci gay e le associazioni omosessuali hanno organizzato per la serata della finale, sabato 21, una «gioiosa manifestazione» contro le tesi proposte dal cantante milanese. Aurelio Mancuso dell’Arcigay non ha esitato a definire la canzone «un’operazione musical-mediatica che rappresenta una ferita per tutte le persone omosessuali che in Italia stanno lottando contro l’omofobia e l’ignoranza». A rincarare la dose è intervenuta anche Anna Concia, responsabile Pd: «La canzone di Povia è al di là di qualsiasi immaginazione. Sembra una cartella clinica. Luca non è andato dagli psicologi, ma Povia è sicuramente uno ‘psicologo’ che ha le idee chiare: si diventa omosessuali perché i genitori si separano, con il classico cliché madre soffocante-padre assente e alcolista. Essendo contro natura, poi si guarisce: basta che arrivi lei…». Coda inevitabile in un «festival della canzone» dove si parla poco di musica e dove anche il meccanismo di gara è studiato quasi fosse un reality alla X Factor. Stasera, dopo il «video-evento» di Mina, si parte infatti con i sedici big, votati da una giuria composta da 300 persone all’Ariston, 13 di loro accederanno alla seconda serata e tre verranno esclusi. I sei «emarginati » dalle serate precedenti – una sorta di roulette russa – avranno l’occasione di rifarsi; due di loro – votati dal pubblico – accederanno alla serata di venerdì, dove tutti gli artisti si esibiranno con un ospite. La qualità? Spiccano gli Afterhours, che hanno in mano un gran pezzo, Il paese è reale, che eseguiranno nella serata di venerdì con Cristiano Godano dei Marlene Kuntz e Antonio Rezza, ottime cose si dicono anche del ritorno di Patty Pravo con una romanza pop E io verrò un giorno là di un giovane autore, Andrea Cutri. Ma sicuramente non vinceranno. Almeno come segnalano le quote di Sportingbet.it che, secondo gli ultimi sondaggi, danno Dolcenera come favorita, seguita da Francesco Renga, la rivelazione di Amici Marco Carta. Ultima Iva Zanicchi.
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