8 Agosto 2021

Feste non autorizzate in Riviera. In mille a ballare: chiusa una discoteca a Rimini

RIMINI – Tre piste da ballo, altrettanti Dj, e un solo addetto alla sicurezza per far fronte a centinaia di giovani e giovanissimi che ballavano accalcati – mille come riferisce il Comune di Rimini, 500 secondo quanto riferito dalla Questura – nella discoteca Ecu chiusa la notte scorsa per violazione delle norme anti-Covid. È quanto hanno riscontrato sul posto Polizia Locale e Polizia, disponendo la chiusura immediata del locale per cinque giorni.

Oltre alla violazione delle normative anti-Covid, al gestore dell’Ecu sono state contestate anche irregolarità per le uscite di sicurezza, per gli estintori e per l’unica presenza di un addetto alla sicurezza. La serata era pubblicizzata sul sito del locale a tema musicale ‘afro’, “il primo raduno afro dell’estate in riviera”. Si specificava “ingresso limitato e solo su prenotazione nel pieno rispetto delle normative anti Covid-19. Posti limitati a mille persone”.
Feste fuori controllo: chiuse altre due disco a Riccione

In Riviera la notte scorsa sono state chiuse altre due discoteche per violazione delle normative anti-Covid, una delle quali ‘recidiva’. I carabinieri del nucleo operativo radiomobile di Riccione hanno chiuso per la seconda volta in due settimane la discoteca Musica applicando una nuova sanzione. Nonostante la violazione accertata lo scorso sabato, all’interno del locale si stava svolgendo una nuova serata di ballo e violazione di tutte le disposizioni anti-Covid.

I militari sono intervenuti nel locale intorno alle quattro di notte, non solo per le lamentele di musica ad alto volume ma tra l’altro per il litigio di una coppia di fidanzati 28enni. Lite che si è conclusa con ferite anche per un militare (lesioni guaribili in 10 giorni) e per un turista veronese che era intervenuto in soccorso della ragazza, anch’essa poi lanciatasi contro i carabinieri. Denunciata lei per resistenza e oltraggio, arrestato lui per lesioni. Il turista veronese ha subito un trauma cranico con 21 giorni di prognosi. L’altra discoteca chiusa è Bikini con violazioni alle normative anti-Covid riscontrate dai carabinieri di Cattolica.
La protesta dei gestori: addio licenze

“Dalla prossima settimana cominceremo a restituire le licenze e a riaprire come circoli privati, così almeno avremo la possibilità di far ballare i nostri soci”. È la protesta, in forma provocatoria, che parte dai gestori dei locali dell’Emilia-Romagna dopo le chiusure di alcune discoteche della Riviera. La lancia Gianni Indino, presidente Silb-Fipe in Emilia-Romagna, il sindacato dei locali da ballo: “Cominceremo a suggerire agli associati di restituire le licenze e di passare alla categoria dei circoli privati”. L’istinto è di sopravvivenza: “Molti locali non supereranno l’estate e non avranno più futuro”.

I circoli, spiega Indino, hanno meno vincoli delle discoteche perché ai soci si consente il ballo. Al momento vietato nelle discoteche che possono al contrario aprire solo con servizio bar e ristorazione al tavolo. Si può ascoltare musica ma non si può ballare, perché ci si assembra. “Noi ci siamo – sottolinea Indino – ci rendiamo disponibili, controlliamo i Green Pass, facciamo tamponi a chi ne è sprovvisto, ci rendiamo disponibili ma vediamo un muro di gomma a ogni nostra proposta”. “Se il vaccino funziona – aggiunge – allora perché non consentire di ballare a chi dimostra di essere vaccinato?”.

Codacons: “Carcere ai gestori di disco abusive”

“Carcere per i gestori delle discoteche abusive e ritiro definitivo della licenza con divieto di aprire altre attività commerciali sul territorio italiano”. E’ durissimo il Codacons dopo il caso a Rimini per inottemperanza di normative anti-Covid e relative alla sicurezza. “In tutta Italia – sottolinea il Codacons – si stanno moltiplicando i locali da ballo abusivi, veri e propri attentati alla salute pubblica dove migliaia di giovani danno vita ad assembramenti senza mascherina che alimentano contagi e il rischio di focolai Covid. Le misure fin qui adottate non bastano, ed enti locali e forze dell’ordine non riescono ad arginare il fenomeno che, ricordiamo, danneggia anche le discoteche regolari e i gestori corretti che, rispettando le norme anti-Covid, non hanno aperto le sale da ballo, e ai quali lo Stato deve riconoscere adeguati indennizzi per gli enormi danni subiti”.

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