Festa: nessuno scontro
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fonte:
- Il Quotidiano del Sud
Nessuno scontro con il prefetto di Avellino Paola Spena. Lo sottolinea il sindaco Gianluca Festa ai margini dell’inaugurazione dell’area di Campo Genova: “Il prefetto riveste un ruolo e fa da portavoce del governo, è giusto che richiami al rispetto della normativa nazionale. Ho anche condiviso i contenuti della sua lettera, intesa non come monito ma come suggerimento e ho apprezzato il lavoro che ha messo in campo per la provincia fin da quando si è insediata. Ma la decisione spetta poi ai sindaci sulla base dei dati e delle esigenze del territorio. da parte mia ho preferito non far ritornare gli studenti in aula, soprattutto considerando che in tanti arrivano dalla provincia, dove ci sono ancora molti focolai. Ma non c’è nessuno screzio col prefetto, c’è anzi massimo rispetto” Ieri, intanto, la denuncia del Codacons nei confronti del sindaco Gianluca Festa, per interruzione di pubblico servizio e abuso d’ufficio non avendo consentito ai ragazzi delle secondarie superiori di tornare in presenza. L’avvocato Matteo Marchetti dichiara “è l’unico caso in Europa dove le scuole non hanno riaperto in presenza crediamo che la Procura tra l’altro su fatti notori non possa non intervenire, abbiamo sollecitato anche la Prefettura di Avellino”. far sentire la propria voce, dopo il silenzio delle scorse settimane, sottolineato dallo stesso prefetto Spena, le famiglie con una nota sulla mancata apertura delle scuole superiori nella quale si sottolinea come ” da settimane viene mortificata la dignità di scuole, studenti e famiglie. Così va avanti una grave interruzione del servizio”. Si ribadisce come “mentre nel resto d’Italia il rientro in presenza è una priorità assoluta in Irpinia accade il contrario. Il sindaco di Avellino ha bloccato per 8 volte la riapertura delle scuole superiori. La sua azione continua a tenere a casa più di 8000 studenti in contrasto con le disposizioni di legge. Né il sindaco ascolta i richiami di prefetto e comitati cittadini. Viene sminuito e vanificato il lavoro delle scuole che ogni settimana si preparano al rientro nel rispetto dei protocolli”. Si ricorda come “I picchi dei contagi si sono raggiunti con le scuole chiuse. In sette mesi nessuna azione concreta ha saputo favorire la riapertura delle scuole superiori. Dal 16 ottobre si asseconda un modello di società immobile dove i problemi si risolvono non affrontandoli”. Si lamenta, inoltre, come le decisioni vengano prese sempre all’ultima ora”, senza possibilità di confronto. Ma il dato di fatto emerso con forza nelle scorse settimane è che le perplessità arrivano dagli stessi alunni. La dirigente dell’Ufficio Scolastico Provincia Rosa Grano spiega come “Noi siamo pronti per il rientro con un piano trasporti definito da tempo che va naturalmente rodato e la piena attuazione dei protocolli con la presenza dei ragazzi in una percentuale pari al 50%”. Non entra nelle polemiche, chiarisce che “c’è un’ordinanza da parte del sindaco che ha tratto le sue valutazioni sulla base dei dati relativi al contagio”. Ribadisce come “la scuola non si è mai fermata e oggi la dad è diventata uno strumento prezioso che sta dando risultati insperati anche se non potrà mai sostituire le lezioni in presenza” Chiara Mariconda dell’Uds a spiegare come “Da settembre abbiamo chiesto che ci venisse garantita la possibilità di rientrare in sicurezza ma ad oggi non è cambiato nulla, malgrado la definizione del piano trasporti, mai sperimentato sul campo. Per cui ci sembra ridicolo chiederci di tornare in aula quando certo non esiste una maggiore condizione di sicurezza per noi studenti. Se è vero che buona parte dei docenti hanno ricevuto la prima dose questo non vale per gli studenti, per i quali ancora non si parla di un piano vaccinale. Senza considerare che in quasi tutte le classi i programmi sono stati pressochè terminati, buona parte del lavoro è stato svolto, senza considerare che tanti studenti e docenti sono in quarantena e non potrebbero rientrare. Insomma, l’impressione è che ci venga chiesto di tornare solo per dimostrare che anche le scuole sono state riaperte ma senza che nulla o quasi sia stato fatto”.
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