12 Giugno 2012

Ferrovie shock: «Via i treni regionali»

Ferrovie shock: «Via i treni regionali»

Niente treni nel tratto Mantova-Verona per tutta la mattina di domenica fino a pochi minuti dopo mezzogiorno. Lo stop è dovuto al fatto che verrà fatto brillare un residuato bellico della seconda guerra mondiale nel tratto tra le stazioni di Santa Lucia e Dossobuono. Le ferrovie dello Stato comunicano che l’ orario previsto per il termine delle attività potrà essere anticipato o posticipato, in base all’ effettivo completamento delle operazioni. I treni regionali 33500, 33505, 33506, 33507 saranno cancellati sull’ intero percorso Verona-Mantova e sostituiti con autobus messi a disposizione da Trenitalia. C’ è chi il treno locale lo deve prendere tutti i santi giorni per recarsi al lavoro o raggiungere scuole e università: è il popolo dei pendolari italiani che dal prossimo anno rischia di rimanere letteralmente a piedi. Se nel 2013 «non ci saranno soldi a bilancio» nel budget delle Fs, «l’ unica cosa che potremo fare è interrompere il servizio regionale»: un allarme che sa di provocazione quello lanciato ieri dal tavolo di un convegno trasporti all’ università Bocconi di Milano, dall’ amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Mauro Moretti. «O si aumentano le tariffe o i contributi o non si può andare avanti. Non so che cosa farà l’ Authority – ha proseguito nel suo intervento – l’ unica cosa che potremo fare noi sarà interrompere il servizio». Che sia soltanto una provocazione, com’ è più probabile, o uno scenario che potrebbe concretizzarsi è da vedere. Quel che è chiaro è che, se così fosse, la stazione di Mantova potrebbe chiudere. Di qui infatti non passano eurostar da otto anni e mezzo e da un anno è sparito anche l’ ultimo intercity. Non restano che linee regionali per Modena, Verona, Milano e Padova. Siamo già in serie B e potremmo finire del tutto fuori dai giochi. Il contributo pubblico alle Ferrovie per il trasporto locale è oggi di 1,2 miliardi di euro e l’ ad di Fs ha sottolineato quanto sia sottovalutato il settore del trasporto regionale su rotaia: i cosiddetti «ricavi per passeggero/chilometro in Italia sono di 10,8 centesimi di euro contro i 17,2 centesimi del trasporto su gomma» mentre ad esempio in Germania sono di 20 centesimi, in Francia di 22 centesimi e in Gran Bretagna variano da «33 a 42 centesimi chilometro». In sostanza, ha spiegato Moretti, in Italia al trasporto su gomma viene riconosciuto il 70% in più rispetto al treno. Insomma «noi delle Ferrovie siamo quelli sottopagati», «il budget dello Stato per le Ferrovie nel 2013 è incerto» e, ha concluso, «noi non possiamo fare debiti». La minaccia di Moretti ha subito scatenato un fiume di reazioni a partire dal quella del ministro per lo Sviluppo economico, Corrado Passera, che ha gettato acqua sul fuoco dell’ allarmismo: «Ci stiamo occupando tutti – ha detto – del trasporto pubblico locale». Già sul piede di guerra sono invece le associazioni consumatori con il Codacons che rileva che «se Moretti si interessasse un po’ di meno dei Frecciarossa e un po’ di più dei treni dei pendolari, troverebbe come finanziare il servizio universale senza bisogno di fare proclami e lanciare la minaccia di lasciare a casa i pendolari, avvertimenti poco consoni per un amministratore, specie se amministra un bene pubblico». Dal canto loro Federconsumatori e Adusbef ricordano che «il servizio regionale rappresenta il 90% del trasporto ferroviario e viene utilizzato dalla stragrande maggioranza dei pendolari italiani» quindi «ci aspetteremmo che in mancanza di fondi non si bloccasse il trasporto regionale, ma si rassegnassero le dimissioni da parte di tutto il gruppo dirigente delle Ferrovie dello Stato». Sul fronte politico, per ora si registrano reazioni solo da sinistra. «Non spetta all’ amministratore delegato di Ferrovie – sostiene Michele Meta, capogruppo del Pd in commissione trasporti alla Camera – decidere qualità e quantità del servizio: sono le Regioni e il ministero i soggetti titolari delle decisioni. Infine non scherziamo con il fuoco: il diritto alla mobilità di milioni di pendolari va difeso». Per Felice Belisario dell’ Italia dei Valori poi «Moretti prima ha operato tagli mostruosi e ora piange miseria». Infine Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione-Federazione della sinistra) definisce «scandalose» le parole di Moretti.

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