FERROVIE: NUOVI AUMENTI, BIGLIETTI PIU` 10% DA OTTOBRE
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fonte:
- Ansa
RINCARO 20% NEL 2007, +3,5% PER REGIONALI, RIVOLTA CONSUMATORI
(ANSA) – ROMA, 19 FEB – Appena digerito il rincaro del 10% dei
treni scattato a Capodanno, si profila già in autunno un nuovo
incremento, anch`esso del 10% medio sui treni a media e lunga
percorrenza, esclusi pendolari e regionali che conosceranno
adeguamenti più contenuti (+3,5% medio annuo). Lo prevede il
piano industriale 2007-2011 delle Fs, le cui linee sono state
illustrate dai vertici al cda, secondo quanto risulta dal
verbale della seduta svoltasi a fine dicembre. Quest`anno
quindi, i treni della fascia alta saranno più cari del 20%,
dopo 5 anni di prezzi bloccati. A partire dal 2009, i ticket
ferroviari cresceranno ancora, a ritmi del 5% l`anno, prevede il
piano d`impresa che punta a risanare, attraverso una serie di
interventi, i conti in profondo rosso dell`azienda. Sempre nel
2007, sono previsti 3.500 esuberi tra il personale, risultato di
4.500 uscite a fronte di 1.000 nuove assunzioni di cui 450 a
tempo.
BIGLIETTI PIU` CARI – Il piano industriale delle Ferrovie
pianifica gli aumenti tariffari per la media-lunga percorrenza,
da qui al 2011 con incrementi del 20% per quest`anno e poi, del
5% l`anno a partire dal 2009. Quest`anno è previsto un rincaro
del 20% – più 10% già scattato dal primo gennaio scorso e un
altro +10% dal primo ottobre prossimo – per il 2008 i biglietti
dovrebbero invece rimanere fermi per tornare a salire, a un
ritmo del 5% l`anno, dal 2009 al 2011.
Per quanto riguarda il trasporto regionale, gli incrementi
previsti sono dell`ordine del 3,5% medio annuo nell`arco del
periodo del piano, per coprire sia la dinamica inflazionistica
che gli investimenti per nuovo materiale rotabile.
Nel budget 2007 le Ferrovie stimano in circa 130 milioni di
euro nuovi introiti da maggiori ricavi da traffico. Ossigeno per
le Fs che chiudono il 2006 con perdite che sfiorano i due
miliardi di euro (1.977) e che puntano a fine 2007 a ridurre di
ben due terzi le perdite. L`aggiustamento delle tariffe arriva
dopo 5 anni di prezzi bloccati. Nel 2007 è compreso in una
forbice tra il 3% (per le tratte meno redditizie) e il 15%,
riferito ai soli collegamenti di fascia alta ( Alta velocità,
Eurostar, Intercity). Tra gli obiettivi del piano illustrato
dall`amministratore delegato Mauro Moretti ai componenti del
board, lo sviluppo del trasporto passeggeri con un nuovo
posizionamento sui segmenti di domanda più importanti: si vuole
mettere a segno un incremento del 3% medio annuo, rispetto al
meno 0,8% del quinquennio 2001-2006.
PENDOLARI – Gli adeguamenti più importanti non
riguarderanno i servizi regionali e interregionali, utilizzati
dai pendolari, e gli espressi che servono i collegamenti
notturni di lunga distanza e il servizio di base della mobilità
da e per il Sud. Anzi, per le fasce più deboli le Ferrovie
hanno in preparazione alcune iniziative quali il potenziamento
dei servizi ai disabili; la distribuzione gratuita della Carta
Blù e della Carta relax per gli ultra 75/enni; riduzioni della
tariffa base in alcune ore della giornata e in alcuni giorni
dell`anno per fasce sociali con meno disponibilità economiche.
Complessivamente, la manovra di aggiustamento tariffario vale
circa 90 milioni di euro, con incrementi che riguardano 12
milioni di italiani per un corrispettivo pari a poco più di 60
centesimi al mese a viaggiatore. “L`impatto inflazionistico
sulle tariffe ferroviarie è contenuto rispetto agli altri
servizi – ha sottolineato Moretti al cda -: un incremento del 5%
di tutte le tariffe ferroviarie comporterebbe una crescita solo
dello 0,01% dell`inflazione“.
CONSUMATORI – Ed è subito rivolta tra i consumatori. Il
Codacons chiede al ministro dei Trasporti di “impedire con
fermezza questo abuso“, viceversa annuncia il possibile ricorso
al Tar del Lazio contro gli «spropositati rincari». “La notizia
degli aumenti non può che essere uno scherzo di carnevale di
pessimo gusto», ha commentato il presidente dell`associazione
dei consumatori, Carlo Rienzi. «Sono rincari abnormi,
ingiustificati e con effetti pesantissimi per le tasche degli
utenti“. Adusbef e Federconsumatori, minacciando anch`essi
ricorsi al Tar, chiedono al Governo di “non rendersi complice
di rincari insostenibili per milioni di famiglie“, anche a
fronte dello scarso livello del servizio offerto. (ANSA).
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