20 Febbraio 2007

FERROVIE: NUOVI AUMENTI, BIGLIETTI PIU` 10% DA OTTOBRE

FERROVIE: NUOVI AUMENTI, BIGLIETTI PIU` 10% DA OTTOBRE /ANSA




RINCARO 20% NEL 2007, +3,5% PER REGIONALI, RIVOLTA CONSUMATORI









(ANSA) – ROMA, 19 FEB – Appena digerito il rincaro del 10% dei

treni scattato a Capodanno, si profila già in autunno un nuovo

incremento, anch`esso del 10% medio sui treni a media e lunga

percorrenza, esclusi pendolari e regionali che conosceranno

adeguamenti più contenuti (+3,5% medio annuo). Lo prevede il

piano industriale 2007-2011 delle Fs, le cui linee sono state

illustrate dai vertici al cda, secondo quanto risulta dal

verbale della seduta svoltasi a fine dicembre. Quest`anno

quindi, i treni della fascia alta saranno più cari del 20%,

dopo 5 anni di prezzi bloccati. A partire dal 2009, i ticket

ferroviari cresceranno ancora, a ritmi del 5% l`anno, prevede il

piano d`impresa che punta a risanare, attraverso una serie di

interventi, i conti in profondo rosso dell`azienda. Sempre nel

2007, sono previsti 3.500 esuberi tra il personale, risultato di

4.500 uscite a fronte di 1.000 nuove assunzioni di cui 450 a

tempo.

BIGLIETTI PIU` CARI – Il piano industriale delle Ferrovie

pianifica gli aumenti tariffari per la media-lunga percorrenza,

da qui al 2011 con incrementi del 20% per quest`anno e poi, del

5% l`anno a partire dal 2009. Quest`anno è previsto un rincaro

del 20% – più 10% già scattato dal primo gennaio scorso e un

altro +10% dal primo ottobre prossimo – per il 2008 i biglietti

dovrebbero invece rimanere fermi per tornare a salire, a un

ritmo del 5% l`anno, dal 2009 al 2011.

Per quanto riguarda il trasporto regionale, gli incrementi

previsti sono dell`ordine del 3,5% medio annuo nell`arco del

periodo del piano, per coprire sia la dinamica inflazionistica

che gli investimenti per nuovo materiale rotabile.

Nel budget 2007 le Ferrovie stimano in circa 130 milioni di

euro nuovi introiti da maggiori ricavi da traffico. Ossigeno per

le Fs che chiudono il 2006 con perdite che sfiorano i due

miliardi di euro (1.977) e che puntano a fine 2007 a ridurre di

ben due terzi le perdite. L`aggiustamento delle tariffe arriva

dopo 5 anni di prezzi bloccati. Nel 2007 è compreso in una

forbice tra il 3% (per le tratte meno redditizie) e il 15%,

riferito ai soli collegamenti di fascia alta ( Alta velocità,

Eurostar, Intercity). Tra gli obiettivi del piano illustrato

dall`amministratore delegato Mauro Moretti ai componenti del

board, lo sviluppo del trasporto passeggeri con un nuovo

posizionamento sui segmenti di domanda più importanti: si vuole

mettere a segno un incremento del 3% medio annuo, rispetto al

meno 0,8% del quinquennio 2001-2006.

PENDOLARI – Gli adeguamenti più importanti non

riguarderanno i servizi regionali e interregionali, utilizzati

dai pendolari, e gli espressi che servono i collegamenti

notturni di lunga distanza e il servizio di base della mobilità

da e per il Sud. Anzi, per le fasce più deboli le Ferrovie

hanno in preparazione alcune iniziative quali il potenziamento

dei servizi ai disabili; la distribuzione gratuita della Carta

Blù e della Carta relax per gli ultra 75/enni; riduzioni della

tariffa base in alcune ore della giornata e in alcuni giorni

dell`anno per fasce sociali con meno disponibilità economiche.

Complessivamente, la manovra di aggiustamento tariffario vale

circa 90 milioni di euro, con incrementi che riguardano 12

milioni di italiani per un corrispettivo pari a poco più di 60

centesimi al mese a viaggiatore. “L`impatto inflazionistico

sulle tariffe ferroviarie è contenuto rispetto agli altri

servizi – ha sottolineato Moretti al cda -: un incremento del 5%

di tutte le tariffe ferroviarie comporterebbe una crescita solo

dello 0,01% dell`inflazione“.

CONSUMATORI – Ed è subito rivolta tra i consumatori. Il

Codacons chiede al ministro dei Trasporti di “impedire con

fermezza questo abuso“, viceversa annuncia il possibile ricorso

al Tar del Lazio contro gli «spropositati rincari». “La notizia

degli aumenti non può che essere uno scherzo di carnevale di

pessimo gusto», ha commentato il presidente dell`associazione

dei consumatori, Carlo Rienzi. «Sono rincari abnormi,

ingiustificati e con effetti pesantissimi per le tasche degli

utenti“. Adusbef e Federconsumatori, minacciando anch`essi

ricorsi al Tar, chiedono al Governo di “non rendersi complice

di rincari insostenibili per milioni di famiglie“, anche a

fronte dello scarso livello del servizio offerto. (ANSA).

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