Ferrovie nella bufera
-
fonte:
- La Nazione
FIRENZE – LA TRAGEDIA accaduta a Incisa Valdarno martedì sera, quando un diciassettenne è morto travolto da un treno merci mentre attraversava i binari della stazione, ha rinfocolato le polemiche sorte da tempo sulla sicurezza nelle piccole stazioni dotate di poco, o punto, personale. Polemica che non può in alcun modo giustificare un’imprudenza gravissima. Massimiliano Bianchi della segreteria regionale della Filt Cgil chiarisce i termini della questione: "Non voglio fare polemica strumentalizzando una morte, ma rimane il fatto che le stazioni piccole non sono presenziate, sono luoghi nei quali si può consumare di tutto. Vi si trovano situazioni di difficoltà anche per i servizi e questo lo diciamo da tempo. La Filt Cgil, come le altre organizzazioni sindacali di categoria, chiede che le stazioni siano presenziate, perché questa mancanza di personale è una condizione critica. Questa morte probabilmente sarebbe accaduta lo stesso, ma la situazione critica per tutto il resto rimane inalterata". "NELL’EPISODIO di questo ragazzo non mi sento di dire niente perché le segnalazioni riguardo al pericolo ci sono e devono essere rispettate sempre, senza deroghe – aggiunge l’avvocato Silvia Bartolini responsabile del Codacons regionale – ma abbiamo fatto più di una diffida alle Ferrovie dello Stato per la mancanza di segnaletica nelle piccole stazioni e di personale a cui rivolgersi. Se ci fosse più personale – insiste Bartolini – ci sarebbero meno episodi di microcriminalità. Per non parlare dei disservizi. Lo scorso dicembre una collega è salita in treno a San Miniato, le porte si sono chiuse e lei è rimasta nel mezzo. Ma non c’era nessuno che si potesse accorgere di quello che era successo e lei è rimasta lì, bloccata fra le porte fino alla stazione di Pontedera. Si è lussata malamente una spalla e ora è in causa con le Ferrovie". La responsabile provinciale del Codacons senese, l’avvocato Tiziana Vigni, rincara la dose: "Un anno fa ero alla stazione di Certaldo e ho fatto scendere i miei bambini, che sono piccoli, poi ho messo giù le valige e il treno è ripartito con me che stavo scendendo mentre i bimbi sono rimasti a terra soli. Meno male che c’era mio padre ad attenderci, altrimenti che sarebbe successo? E se uno di loro fosse stato ancora sul predellino quando il treno è ripartito? Ho imaparato a non stare mai in fondo perché non c’è controllo". LA DIREZIONE toscana delle Ferrovie sottolinea che in ogni stazione sono presenti gli strumenti che segnalano la pericolosità e vietano l’attraversamento dei binari: striscia gialla in banchina, annuncio dei treni in transito e sottopassaggio. Le Ferrovie ribadiscono la propria posizione rispetto alla sicurezza delle stazioni toscane: "Sono presenziate 33 stazioni su 180, ma una stazione impresenziata non vuol dire che è abbandonata. Anche nelle stazioni impresenziate ci sono la massima sicurezza e la massima tecnologia che sono presenti in tutte le altre". Tecnicamente una stazione si definisce presenziata quando è presente, appunto, un capostazione fisso e, viceversa, non lo è quando viene controllata da una sezione centrale. Trenitalia sottolinea, infine, che un capostazione non fa lo "sceriffo". Il suo compito è controllare la circolazione e non eventuali atti criminosi, attività, quest’ultima, che spetta alla Polizia ferroviaria.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- EURO
