20 Novembre 2007

Ferrovie, il governo apre la cacciaagli ultimi spiccioli

Roma. Il ministero dei Trasporti “sta lavorando per trovare in Finanziaria le risorse necessarie a garantire i collegamenti del servizio ferroviario universale“. Dopo che Mauro Moretti, amministratore delegato di Ferrovie, ha denunciato in un`intervista al Sole 24 Ore l`ammanco, rispetto alle promesse del governo, di 924 milioni di euro in Finanziaria, il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, garantisce che per il servizio universale (in perdita) una cifra tra i 70 e i 94 milioni di euro sarà reperita, in collaborazione con il Tesoro. Fossero 94 milioni, sommati ai 160 milioni già a bilancio si raggiungerebbero, e questa è la migliore delle ipotesi, i 254 milioni di euro rivendicati dall`azienda. Moretti è andato giù duro, minacciando tagli al servizio (-5%) e aumenti tariffari (+10% e +5%). Bianchi replica al manager con un`intervista che il quotidiano economico pubblica oggi. Intanto infuria la polemica. Al fianco delle associazioni dei consumatori, che hanno annunciato un ricorso al Tar contro eventuali rincari tariffari, scendono in campo Legambiente e i Verdi. E al fianco della Regione Liguria, che per voce dell`assessore ai Trasporti Luigi Merlo ha chiesto l`apertura di un tavolo urgente al governo, scende in campo la Regione Toscana. La preoccupazione cresce. Il ministro. Nel denunciare l`impossibilità dell`azienda di perseguire gli obiettivi del piano 2007-2011, Moretti ha puntato il dito contro il ministero: 924 milioni di euro non pervenuti, di cui 435 milioni per i contratti di servizio delle Regioni e 94 milioni per il servizio universale. Il ministro dei Trasporti offre rassicurazioni sul servizio universale, promettendo che i denari arriveranno. Nessuna garanzia, invece, viene offerta per fondo destinato ai contratti di servizio regionali, la voce preponderante con 435 milioni. “Quelli sono soldi che Ferrovie ha chiesto, ma di cui il ministero non dispone“, fanno sapere al dicastero. Nell`intervista al 24 Ore Bianchi non manca di scagliarsi contro la gestione dell`azienda. “La storia delle Fs non inizia oggi. – afferma – Moretti dovrebbe tenere conto della malaccorta gestione degli ultimi trenta, quarant`anni“. Il ministro giudica la scelta di Moretti alla guida di Ferrovie “oculata in vista del risanamento e del rilancio dell`azienda“, ma nel contempo invita il manager a non dimenticare la “lunga storia fatta di malagestione“ e i “guasti arrecati dal passato“. Legambiente. “Erano l`intervento di punta del governo e delle Ferrovie, i mille treni per i pendolari, più volte annunciati da Prodi e da Moretti, sono invece scomparsi dalla Finanziaria“. Per ritrovarli, Legambiente organizza una manifestazione a Montecitorio, il 28 novembre. Chiederà che venga introdotta nella legge di bilancio la cifra necessaria all`acquisto dei nuovi convogli. Con lo stesso obiettivo, sul sito dell`associazione è partita una petizione on-line. I treni nuovi si sarebbero dovuti acquistare con una parte dei 435 milioni di euro chiesti ma non ottenuti da Ferrovie. Secondo Roberto Della Seta, presidente di Legambiente, il ridimensionamento economico “avrà come conseguenze la soppressione di alcuni treni e la necessità di fare circolare convogli vecchi e malmessi“. Angelo Bonelli, capogruppo dei Verdi alla Camera, si accoda alla protesta. “Questa politica del trasporto ferroviario non ci piace – dice – Il governo deve trovare i soldi“. I consumatori. Federconsumatori, Abusbef, Adoc e Codacons bollano le misure annunciate da Moretti “draconiane nei confronti dei pendolari“. Le Regioni. Luigi Merlo, assessore ligure ai Trasporti, è stato il primo a chiedere l`apertura di un tavolo tra governo, Fs, Regioni e sindacati. Per Erasmo D`Angelis, presidente della commissione Territorio e ambiente della Regione Toscana, “o il governo attua una svolta, rafforzando le risorse e gli investimenti per la mobilità su rotaia, oppure saremo ancora condannati a code interminabili, smog e elevata incidentalità stradale. Non si comprende perché – aggiunge – debbano essere sempre i viaggiatori a farsi carico di deficit o perdite di gestione “.

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