23 Ottobre 2002

FERROVIE E STRADE, NUOVO ALLARME DOPO LE ULTIME SCIAGURE

Spegnere i fari in autostrada, accenderli sulla sicurezza del sistema-trasporti. L?ennesima giornata nera delle Ferrovie – una strage sfiorata per pochi metri sulla tratta adriatica in Abruzzo, un Eurostar finito contro un treno regionale a cento metri dalla stazione di Firenze – riporta in primo piano il nodo mai sciolto delle condizioni di precarietà della rete sulla quale si muovono ogni giorno milioni di persone, «una rete – sottolinea l?Intesa dei consumatori, il ?cartello? che riunisce Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc – vecchia, mal costruita e ancor peggio mantenuta, soprattutto al Sud». Servono interventi e servono con urgenza, ammonisce l?Intesa. Da qui la richiesta al governo di «un immediato monitoraggio delle situazioni più a rischio», ma anche una provocazione: quella lanciata al ministro Lunardi perchè «ritiri subito» il decreto che dallo scorso agosto obbliga gli automobilisti a tenere i fari accesi anche di giorno su tutte le autostrade e le principali strade statali. «Un provvedimento inutile, anzi dannoso – evidenziano le associazioni di tutela dei consumatori – alla luce dei dati che rivelano un aumento degli incidenti stradali del sei per cento».
Da quel decreto, l?Intesa aveva preso le distanze fin dal primo giorno, sottolineando che i fari accesi sarebbero costati agli automobilisti, in fatto di consumo energetico, mille miliardi di vecchie lire in più all?anno. A confermare quelle preoccupazioni arrivano adesso i dati di Legambiente, che le associazioni dei consumatori citano con puntiglio: il danno economico è di 25,82 euro a testa, gli incidenti sono addirittura aumentati rispetto all?analogo periodo (7 agosto-15 ottobre) dello scorso anno. «È grottesco che qualcuno abbia pensato di incidere sulle stragi della strada semplicemente accendendo i fari», è il commento del presidente di Legambiente Ermete Realacci, secondo il quale «bisognerebbe piuttosto che Lunardi i fari li puntasse su misure realmente efficaci» e cioè «limiti di velocità più bassi, più soldi per la manutenzione di statali regionali e comunali, dirottare, investendo sulle ferrovie, la gran parte del trasporto merci».
Legambiente ha ricordato anche che 2.900 km di strade fra statali e regionali hanno bisogno di improrogabili interventi di emergenza; che tra l?86 e il ?96 gli incidenti che vedono coinvolti veicoli pesanti sono raddoppiati passando dal 17 al 34%; che l?Unione europea ha lanciato una campagna per diminuire i limiti di velocità «visto che, come risulta da alcuni studi, basterebbe abbassare la velocità di 5 km/h per avere 18 mila incidenti e 11 mila morti in meno in Europa ogni anno». Il ministro Lunardi, al contrario, è intenzionato ad elevare i limiti, almeno sulle autostrade a tre corsie, fino a 150 all?ora.
Più sicurezza per chi si muove, insistono le associazioni, puntando l?indice su un sistema di infrastrutture che sempre più mostra la corda. «Milioni di persone – dicono i responsabili dell?Intesa – ogni giorno viaggiano lungo strade e ferrovie che mettono seriamente a rischio la loro incolumità. Forse l?incidente in Abruzzo si sarebbe potuto evitare, se la ferrovia che passa sotto la statale fosse stata adeguatamente protetta. Quanti chilometri di strade e ferrovie che corrono più o meno parallele si trovano nelle stesse condizioni? Quanti bulloni sono saltati dai binari, come ?Striscia la notizia? ha documentato a Siderno, in Calabria? Su quante altre tratte la manutenzione è precaria, come era quella che a luglio ha provocato la strage di Rometta in Sicilia? Il governo – concludono le associazioni dei consumatori – deve immediatamente avviare un monitoraggio, cui far seguire interventi strutturali finalmente efficaci».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this