4 Febbraio 2020

Ferri a vista e pietre dal ponte della Casilina Fu costruito 30 anni fa

`vigili del fuoco e carabinieri sul posto per i rilievi si tratta del cavalcavia ferroviario di taverna zarone
TEANO Antonio Borrelli Prima la caduta di pietre e calcinacci sulla Casilina, poi l’ allarme lanciato e l’ intervento immediato. È stata una nottata di tensione e controlli quella tra domenica e lunedì a Taverna Zarone, nel territorio di Teano. Tutto comincia quando nella tarda serata di domenica al chilometro 175 della SS6 piovono cocci di calcestruzzo e cemento dal cavalcavia delle Ferrovie dello Stato che attraversa l’ arteria statale, in prossimità dello svincolo per Pietravairano. L’ ALLERTA È allora che vengono allertati i Vigili del fuoco e i carabinieri, per procedere alla immediata messa in sicurezza del ponte. Proprio a causa degli interventi dei tecnici, durante la notte il traffico veicolare ha subito pesanti rallentamenti: le auto sono state deviate verso percorsi alternativi e alcuni incroci con le strade provinciali sono stati chiusi. Sul posto, oltre ai militari e alle fiamme rosse, anche i tecnici di Anas e della Rete Ferroviaria Italiana. Nel corso delle operazioni e dei rilievi, gli esperti hanno decretato il ponte in stato di degrado ma non a rischio. Per questo motivo, per quanto riguarda il traffico sui binari, già da ieri mattina i treni hanno potuto percorrere il cavalcavia ma a velocità molto ridotta, proprio per ridurre al minimo ogni sollecitazione sulla struttura. Limitazioni preventive. LA CASILINA D’ altronde, secondo le informazioni acquisite il cavalcavia ferroviario che attraversa la Casilina avrebbe oltre 30 anni. Nonostante gli obbligatori controlli a scadenza, gli interventi di manutenzione non devono essere bastati e così ne serviranno di straordinari. Della manutenzione si occuperanno ora per competenza Anas ed Rfi. Un destino comune a tanti ponti e cavalcavia costruiti sul territorio italiano e che per troppi anni non stati interessati da lavori di rinforzo strutturale, quello condiviso dal viadotto sidicino. Da nord a sud, si contano decine e decine di segnalazioni di ferri a vista, calcinacci caduti o materiale in stato di degrado. D’ altronde, dopo il crollo del ponte Morandi a Genova sono finiti nel mirino molti (ma non tutti) piccole e grandi strutture del nostro Paese. Poi il crollo del viadotto sull’ A6 Torino-Savona e la voragine apertasi sull’ A21 sulla Torino-Piacenza hanno messo in rilevanza quella che è già un’ emergenza per tutta l’ Italia. Quella relativa alla solidità delle nostre infrastrutture stradali, soprattutto in casi di eventi meteorologici critici I PRECEDENTI Gli stessi dubbi che si sono sollevati dopo quanto accaduto con i recenti crolli degli ultimi due anni. Nell’ agosto del 2018 il Cnr aveva già lanciato l’ allarme: sarebbero oltre 10mila i viadotti a rischio per via dell’ età del calcestruzzo armato, il materiale di gran lunga più usato per le opere civili, che dopo 50 anni inizia a degradarsi e necessita di un monitoraggio e manutenzione. A stilare una lista dei viadotti a rischio è stata l’ associazione di consumatori Codacons, che ha indicato la lista dei ponti a rischio regione per regione. In Campania quelli più a rischio sarebbero il viadotto Manna ad Ariano Irpino, il ponte alla foce del fiume Sele sulla SP175, il viadotto di Castellammare sull’ A2, il viadotto Gatto a Salerno, il viadotto Vietri a Vietri sul Mare. Una black list. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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