18 Ottobre 2012

«Fermo, qui ci mangiano la nave»

«Fermo, qui ci mangiano la nave»

 

 

di Pierluigi Sposato wGROSSETO Quanto costa l’ intervento di un rimorchiatore? Un capitale. Una cifra equiparabile a una nave di crociera come Costa Concordia, se è vero che Roberto Ferrarini – capo dell’ unità di crisi – aveva cercato una soluzione diversa quella notte: altrimenti «si mangiano la nave». Queste parole Francesco Schettino le ha fatte mettere a verbale questa estate nel procedimento disciplinare concluso con il licenziamento: un verbale che la Procura potrebbe acquisire. Costa Crociere conferma l’ audizione ma non commenta il contenuto. Sia che se ne fosse incaricato Schettino minimizzando la portata dell’ incidente per ridurre le richieste («per questo parlai solo di blackout»), sia che le cose siano andate diversamente, il comandante in effetti dette ordine di chiedere aiuto. Dalle trascrizioni delle conversazioni in plancia depositate dai Ris, risulta che Schettino ne parlò con Ferrarini: «Roberto, ho fatto un casino… Bisogna chiamare qualche rimorchiatore… Qualcuno che ci porti via». Le successive richieste via radio sono ripetute: «Chiama il rimorchiatore! Quel numero che ti ho dato! Chiama il rimorchiatore». Schettino chiede addirittura alla vedetta della guardia di finanza (che rifiuta) di essere trainato e rivolge l’ appello al comando Compamare. L’ incidente probatorio, intanto, si avvia verso la conclusione. Oggi la parola ai difensori di Schettino, al massimo entro domani tutto dovrebbe concludersi e il fascicolo tornare alla Procura, magari anche con il verbale del licenziamento. Questo mentre è spuntato anche il “giallo” delle e-mail . Ai periti non sembrava necessario leggerle ma le e-mail rimaste fuori dalla perizia sulla Costa Concordia sono finite al centro dell’ attenzione delle parti offese. I loro legli hanno infatti fatto notare che i periti del gip non hanno esaminato la posta elettronica dei computer della plancia e così è possibile che il giudice Valeria Montesarchio ordini un supplemento di perizia su quei pc, da mesi sotto sequestro. Possono Schettino e i suoi ufficiali aver comunicato via e-mail con l’ esterno nei frangenti dell’ emergenza? Secondo il collegio dei periti per rispondere ai 50 quesiti del gip non era necessario “aprire” le memorie dei pc di plancia. Il dibattito sulle infinite sfaccettature della tragedia chiarisce meglio i contorni delle responsabilità, la cui attribuzione resta comunque di “dominio” della Procura. Il pm Leopizzi non ha “scagionato” nessuno nell’ udienza dell’ altro giorno, come invece riferito nell’ edizione di ieri, ma ieri l’ ammiraglio Cavo Dragone, rispondendo all’ avvocato Langher, ha specificato che il suo assistito Salvatore Ursino, se mai giuridicamente potrà risultare non responsabile, «moralmente» lo è stato, come tutti i presenti in plancia. L’ avvocato Giuliano Leuzzi (naufraghi ma anche Codacons) ha polemizzato con il gip Montesarchio ribadendo che l’ incidente probatorio non tiene in considerazione le perdite umane.

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