Fermo auto illegittimo, donna risarcita
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fonte:
- Il quotidiano della Calabria
Riconosciuto il danno esistenziale denunciato dal Codacons
IL FERMO amministrativo dell`auto era illegittimo? Ne risponda non solo l`Etr ma anche il Comune, per non avere evitato alla destinataria del provvedimento un inutile stress causato dall`ingarbugliata trafila burocratica nella quale si è trovata catapultata del tutto ingiustamente.
250 euro la somma addebitata dal giudice di Pace Luciano Pallini a Concessionario ed Ente, entrambi condannati al risarcimento dei danni nei confronti di una cittadina catanzarese, Marina Leone, per il pregiudizio esistenziale subito da quest`ultima e corrispondente allo stress emotivo e all`alterazione delle normali abitudini di vita, allo stress per la minacciata azione esecutiva, alla fatica per il reperimento della documentazione comprovante la non tenutezza del pagamento e le spese sostenute.
Il tutto sulla scia di quanto previsto dall`articolo 2043 del codice civile, in quanto conseguenza della lesione del diritto alla qualità della vita tutelato dall`articolo 2 della Carta costituzionale.
Una sentenza importante, dunque, destinata a costituire un pericoloso precedente per l`Etr e un`ennesima vittoria per il Codacons che la causa in questione aveva intentato nell`interesse della cittadina catanzarese, scagliandosi contro il Comune di Catanzaro ed il Concessionario per la riscossione dei Tributi a seguito “dell`allarme causato“ alla propria assistita dalla comunicazione di un fermo amministrativo dell`auto e del pregiudizio subito per il mancato utilizzo “forzato“ della stessa.
A seguire il caso, in particolare, l`avvocato Francesco Di Lieto, presidente dell`Associazione dei consumatori, la cui tesi è stata avallata dalla sentenza del giudice che ha ribadito come l`attività della pubblica amministrazione debba svolgersi nei limiti posti dalla legge e dalla norma primaria del “neminem laedere“, codificata appunto nell`articolo 2043 codice civile. Nella singola fattispecie è consentito al Giudice ordinario accertare se vi sia stato, da parte della pubblica amministrazione quindi, nel caso specifico, del Concessionario e del Comune di Catanzaro, un comportamento colposo tale che, in violazione della norma, abbia determinato la violazione di un diritto per il cittadino. Infatti, stanti i principi di legalità, imparzialità e buona amministrazione, dettati dall`articolo 97 della Costituzione, la pubblica amministrazione è tenuta a subire le conseguenze stabilite dall`articolo 2043 codice civile, atteso che tali principi si pongono come limiti esterni alla sua attività discrezionale, ancorché il sindacato di questa rimanga precluso al giudice ordinario.
In ossequio al principio fondamentale del “neminem ledere“, anche la pubblica amministrazione deve osservare specifiche norme e comuni regole di prudenza e di diligenza, poste a tutela di terzi e di cui è espressione l`articolo 2043 codice civile, ed il non aver considerato, da parte di chi era al servizio della pubblica amministrazione per riscuotere il carico tributario che ha adottato un atto recante un`indebita pretesa, che la contribuente non era tenuta al pagamento della somma richiesta, concretizza una condotta negligente, determinante un evento illegittimo, oltre che illecito, in quanto determinante un danno economico in ragione delle spese sostenute per l`assistenza del legale, danno che l`interessata non avrebbe di certo subito se si fosse adottata la dovuta attenzione da parte del Concessionario e del Comune.
Considerazioni che hanno indotto il giudice a condannare il Comune e l`Etr al pagamento della somma di 250 euro, oltre le spese affrontate dalla signora Leone.
«Al di là del chiacchiericcio fine solo a se stesso che investe la nostra Associazione, dunque ha commentato l`avvocato Di Lieto ciò che più conta è l`impegno reale del Codacons in favore dei cittadini. Impegno che, pur con tutti i nostri limiti, si è concretizzato e si concretizza in una serie di azioni tutte tese ad affermare il principio di legalità nella nostra città e che hanno prodotto innumerevoli pronunce giudiziarie (alcune definite storiche dalla stampa nazionale) a favore dei più deboli e, come in quest`ultimo caso ha concluso il legale – contro la pubblica amministrazione che continua a trattare da sudditi i cittadini di Catanzaro».
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