Fermiamo la guerra! Fermiamo il Wto!
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fonte:
- Liberazione
Fermiamo la guerra! Fermiamo il Wto!
In questi giorni siamo tutti impegnati nella lotta d`opposizione alla guerra preventiva permanente scatenata da Bush e Blair. Mille piazze, ogni giorno, in tutto il mondo, si riempiono di persone, bandiere, slogan, per chiedere l`immediata cessazione di questa nuova barbarie, condividendo una piattaforma tanto semplice quanto radicale “No alla guerra senza se e senza ma“. Noi tutti però dobbiamo porci l`obiettivo di vincere questa lotta. Credo però che le manifestazioni non siano sufficienti rispetto a quest`obiettivo. Il movimento, mondiale, deve saper disarticolare le vere cause della guerra, quindi le politiche neoliberiste. Il tema non è nuovo, il no alla guerra e il no alle politiche neoliberiste rappresentano i temi fondanti del movimento stesso. Quello che occorre ora è costruire una base ben più ampia, reale e consapevole, grande tanto quella che si oppone alla guerra, contro le politiche neoliberiste. Il controllo delle risorse naturali come l`acqua e il petrolio, il dominio politico ed economico da parte di pochi sul mondo intero sono alla base dei conflitti. I potenti del mondo vogliono il completo controllo di ogni essere vivente grazie alle politiche neoliberiste attuate dal Wto, dalla Banca Mondiale e dal Fondo monetario internazionale. Dal 10 al 14 settembre 2003 a Cancun (Messico) si svolgerà la V Ministeriale del Wto. Nella sua agenda si trovano accordi aberranti (e quasi irreversibili!) come il Gats che prevede la liberalizzazione di tutti i servizi (scuola, sanità, poste, acqua, elettricità, ecc.) a livello globale; o come l`accordo sui Trips, brevetti e le proprietà intellettuali (a questo è legata la partita sull`accesso dei farmaci del terzo e quarto mondo); l`accordo AoA sull`agricoltura (il cibo trasformato in una merce qualsiasi); l`accordo sugli investimenti, che, se passasse, darebbe alle multinazionali una tutela universale e invalicabile dei loro privilegi. Fermare il Wto vuol dire fermare le ragioni della guerra. Le tematiche di Cancun possono essere un terreno di unificazione per tutti i soggetti politici e sociali critici verso la globalizzazione neoliberista: i sindacati (per via delle conseguenze sui lavoratori in termini di posti di lavoro e di qualità del lavoro stesso); studenti (privatizzazione della scuola); consumatori (qualità e prezzo dei servizi); democrazia (le assemblee elettive che avrebbero l`unica funzione di redigere gare d`appalto, senza possibilità da parte dei cittadini di rendere esigibili i propri diritti); Sud del mondo (si assisterebbe ad un`intensificazione dello sfruttamento e delle disuguaglianze mondiali, più radicali e totalizzanti). Già nel Social Forum europeo di Firenze, e poi a Porto Alegre, la mobilitazione per fermare il Wto a Cancun è entrata tra le priorità del movimento. L`assemblea italiana dei Social Forum, tenutasi a Livorno l`1 e il 2 marzo, ha costituito uno specifico tavolo nazionale “Fermiamo il Wto“ per preparare la campagna verso Cancun. A seguito di questo percorso, nelle Marche si è costituito il Tavolo marchigiano “Fermiamo il Wto“ che vede già l`adesione di molte realtà della società civile (Ancona Social Forum, Associazione Aprile, Attac, Arci, campagna “Questo mondo non è in vendita“, Cgil, Codacons Ancona, Comunisti Italiani, Cooperativa Mondo Solidale, Donne in Nero San Benedetto del Tronto, Fiom, Giovani Comunisti, Legambiente, Osservatorio Permanente sulle Carceri, Punto Rosso Fermo, Punto Rosso Jesi, RdB, Rete Lilliput Fano, Rete Sociale del Maceratese, Rifondazione Comunista, Senigallia Social Forum, Sin. Cobas, Sinistra Giovanile Marche?). Il prossimo appuntamento che il Tavolo marchigiano si è dato è l`iniziativa di sabato 5 aprile presso la sede dell`Anpi, in via Palestro 6, ad Ancona alle 17 con la presenza di Marco Bersani di Attac Italia, Gianni Fabbris di Altragricoltura, Emanuela Sias della Lila e Maurizio Gabbiotti di Legambiente. Iniziativa pubblica che diventa anche un momento di approfondimento interno per iniziare anche nella nostra regione un lavoro sul territorio per contribuire a trasformare Cancun in una nuova Seattle.
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