7 Agosto 2019

«Fermate tutto, prima che sia tardi».

si attivino subito tavoli di interlocuzione c’ è chi non ha impugnato gli avvisi di accertamento
«Fermate tutto, prima che sia tardi». E, qualora gli avvisi di accertamento venissero inviati ugualmente, «non contengano alcuna voce a titolo di interessi e sanzioni perché fu l’ allora assessore al Bilancio (Attilio Monosi, ndr), nel 2014, a dire di pagare con le vecchie rendite». Viceversa, avvisa Cristian Marchello del Codacons, l’ associazione dei consumatori è pronta a dare battaglia contro il Comune, «per tenere accesa la fiammella del Diritto nell’ interesse dei cittadini leccesi e salentini». Il caso è quello degli estimi catastali: dopo un lungo contenzioso amministrativo, il riclassamento delle rendite catastali, conclusosi nel 2012, è diventato esecutivo, portando con sé un aumento medio delle tasse pari al 20%. Aumento che ora lo spieghiamo nell’ altro articolo di questa pagina il Comune si sta preparando a incassare, comprensivo di sanzioni e interessi, inviando in questi giorni gli avvisi di accertamento per il 2014. Entrate previste, tre milioni di euro. Il Codacons, che della battaglia giudiziaria è stato protagonista insieme alle altre associazioni dei consumatori, punta il dito contro la politica. «Il Comune va a battere cassa a casa di chi non ha impugnato gli avvisi di accertamento», nonostante ricorda il responsabile del Codacons, Cristian Marchello l’ intero riclassamento sia stato ritenuto illegittimo in «innumerevoli sentenze delle Commissioni Tributarie e finanche della Cassazione, che ancora oggi continua a pronunciarsi in merito. Lo ammette la stessa Agenzia delle Entrate, peraltro, dato che sta rinunciando agli appelli proposti ed ancora pendenti presso la Commissione Tributaria Regionale». Il punto giuridico è che, mentre gli effetti di un eventuale accoglimento del ricorso al Tar si sarebbero riverberati positivamente su tutta la cittadinanza, i verdetti delle Commissioni tributarie valgono solo per il contribuente che ha fatto ricorso. «Il Comune intende recuperare gli arretrati nei confronti di chi non ha proposto ricorso. Può farlo, è nel suo pieno diritto. Ci si sarebbe però aspettati dice Marchello – una maggiore attenzione agli interessi dei soggetti privati coinvolti, dal momento che fu proprio il sindaco Salvemini, da semplice consigliere comunale di opposizione anni fa, a porre all’ attenzione della città il problema del riclassamento catastale. E fu l’ allora assessore al Bilancio, Attilio Monosi, a consigliare ai cittadini di pagare secondo le vecchie rendite, salvo ravvedimento operoso. Ma, si sa, i ruoli cambiano e la politica dimentica spesso ciò che dice e promette». Ora, dunque, il Comune attivi subito i tavoli di interlocuzione necessaria, sollecita l’ associazione, anche perché il quadro è estremamente diversificato. Non c’ è soltanto il distinguo fra chi ha fatto ricorso, vincendo, e chi no. C’ è chi non ha ricevuto mai l’ avviso di accertamento, ma ha visto comunque aumentare la rendita catastale. Ci sono anche stati casi in cui «dei vari comproprietari di un immobile (coniugi o coeredi, ad esempio) solo uno aveva ricevuto l’ avviso e gli altri no. Non sappiamo quanti siano in questa situazione: i dati sono stati chiesti mesi fa all’ Agenzia delle Entrate, la quale non ha mai dato riscontro alla nostra richiesta. Il Comune chiude Marchello si fermi». P.Anc.

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