12 Marzo 2019

«Fermate l’ aereo maledetto»

Due incidenti in cinque mesi sono troppi per non destare sospetti. E infatti Etiopia, Cina e Indonesia hanno sospeso subito i voli dei Boeing 737 Max come quello della Ethiopian airlines precipitato domenica ad Addis Abeba con 157 persone a bordo, tra cui otto italiani. In Italia non è stata presa alcuna decisione ma la pressione su Air Italy, l’ unica compagnia nazionale ad averne tre nella sua flotta, è altissima. L’ Associazione nazionale piloti e alcune associazioni dei consumatori hanno chiesto all’ Enac di mettere a terra i tre aerei e fare i controlli necessari. Il Codacons chiede di bloccare «in modo categorico tutti i decolli dei Boeing 737 max dagli scali italiani e di avviare verifiche urgenti circa la formazione dei piloti, con particolare riferimento alla compagnia Air Italy». Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno scritto una lettera ai vertici della compagnia sardo-qatariota per chiedere «informazioni dettagliate sulle azioni concrete, sia di carattere operativo che tecnico e addestrativo, messe in atto per garantire le operazioni di volo degli aeromobili interessati» Air Italy: sicurezza «La sicurezza dei nostri passeggeri è da sempre la principale priorità», chiarisce Air Italy in una nota. «Con riguardo al B737 Max 8 e a tutti gli aeromobili operativi in flotta, la compagnia si trova in piena conformità con le disposizioni delle autorità aeronautiche e alle procedure operative e direttive del costruttore». In ogni caso, fa sapere la compagnia, «siamo in costante contatto con le autorità e ne seguirà le direttive con l’ obiettivo di garantire un servizio improntato alla massima sicurezza del volo». L’ Enac: voli sicuri L’ Ente nazionale per l’ aviazione civile ritiene che al momento non ci siamo gli estremi per un blocco. «Dalle verifiche condotte dall’ Enac si conferma che il vettore italiano opera in piena osservanza delle prescrizioni operative emesse dal costruttore Boeing e approvate dalla Faa, la Federal aviation administration. Le prescrizioni», aggiunge l’ Enac, «riguardano sia la formazione dei piloti, sia l’ aggiornamento dei manuali di volo. L’ Enac, inoltre, è in contatto con l’ Agenzia europea per la sicurezza aerea per le eventuali determinazioni europee in merito». Dal canto loro gli esperti dell’ Agenzia hanno detto che «valuteranno i rischi» legati al Boeing 737 Max 8 e «prenderanno decisioni sulla base delle informazioni ricevute» dalle autorità che stanno indagando sui due incidenti avvenuti negli ultimi mesi con aerei dell’ Ethiopian Airlines e della Lion Air. Il software nel mirino L’ ipotesi alla quale lavorano gli investigatori ruota attorno a probabili dati errati inviati dai sensori in cabina. Nel mirino ci sarebbe un software introdotto nell’ ultima versione del 737 Max per alleggerire il lavoro dell’ equipaggio correggendo il profilo di volo in base ai dati dei sensori. Molti piloti hanno fatto sapere di non essere stati istruiti sulla gestione del sistema e su come comportarsi in caso di anomalie. La compagnia, in una nota, ha spiegato che il manuale di volo offriva tutte le indicazioni per risolvere rapidamente le anomalie nell’ apparato anti-stallo. Nel mondo 389 esemplari Ad oggi i Boeing 737 Max in circolazione nel mondo sono 389 ma la compagnia aerea ha raccolto ordini per circa 5011 unità, la metà dei quali riguardano i Max 8 come quelli precipitati il 29 ottobre 2018 a Giacarta e domenica ad Addis Abeba. Considerato il costo medio di 120 milioni di dollari a velivolo, per la compagnia di Seattle si tratta di un affare da oltre 600 miliardi di dollari. Inevitabile che ieri il titolo in borsa abbia perso quota iniziando con un crollo del 12% poi recuperando parzialmente nel finale. Il cordoglio Migliaia le manifestazioni di cordoglio per le vittime italiane tra le quali c’ è Paolo Dieci, presidente della ong Cisp e rete LinK 2007. «Il suo carisma era pari alla concretezza delle sue posizioni», ha commentato Filipo Spanu, assessore regionale uscente agli Affari generali che lo conosceva. (f. ma.)

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