2 Luglio 2002

Fermate gli euro-rincari

«Fermate gli euro-rincari
L`inflazione vera è al 7%»

ROMA ? Non ci sono dubbi, con l`euro i prezzi sono aumentati di parecchio…
«Eccome – risponde Carlo Pileri, presidente dell`Adoc, associazione difesa e orientamento consumatori – e oltre ai famigerati arrotondamenti c`è anche il cosidetto fattore del “prezzo psicologico“ che certo invoglia i consumatori a spendere di più».
Ci può fare un esempio di quest`ultimo fattore?
«Abbiamo provato con alcuni consumatori che stavano per comprarsi delle scarpe. Gli abbiamo detto che costavano 90 mila lire, pari a 60 euro e molti di loro non hanno fatto i conti e hanno detto di sì, che andava bene. In realtà 60 euro sono circa 120 mila lire di prima. E` lì la truffa psicologica, così come una volta un consumatore era indotto a pensare di fare un affare pagando una maglietta 9 mila e 900 lire anzichè 10 mila lire. Quel nove iniziale induceva in errore e in tentazione»
Morale: i prezzi sono aumentati e in più c`è questo fattore psicologico. In pratica si tratta di un`alchimia inflattiva fortissima…
«Anche sotto il profilo dei servizi. Sono aumentati sia il gas che la luce, per non parlare del canone Telecom che è stato ritoccato già due volte in sei mesi, cosa che non era mai successo prima, e in molte città, a Milano per esempio, anche i taxi e gli autobus sono aumentati del 30%. Eppure noi l`avevamo lanciato l`allarme, ma ci hanno solo accusati di fare terrorismo …»
Già, perchè poi il potere d`acquisto degli stipendi, nonostante l`euro più forte e più pesante specie rispetto al dollaro, è rimasto il medesimo.
«Appunto. Noi parliamo di un tasso di inflazione, dovuto sia agli arrotondamenti che a spese più pazze di prima, del 7%, mentre l`Istat, a cui è collegato anche l`aumento degli stipendi sulla base dell`inflazione programmata, insiste nel dire che al massimo il livello di inflazione si è attestato sul 2,5%. Insomma, c`è qualcosa che non funziona, una differenza del 5% è troppo. Ecco perchè i nostri uffici legali stanno verificando se sarà possibile fare una denuncia all`Istat su questo fronte».
Ma, in concreto, cosa si può fare?
«Ci vorrebbero una serie di correttivi economici. D`altra parte, quando cercavano di convincerci che l`Euro avrebbe migliorato la nostra qualità della vita, tutti ci parlavano di vantaggi sia negli scambi commerciali sia, per altro fronte, sui viaggi all`estero extra Europa. Perchè, invece non si vede nulla di tutto questo?»
Già, perchè?
«Pensiamo, per esempio, alla benzina. Con il dollaro che è quasi a pari con l`euro la benzina dovrebbe essere diminuita del 10%, invece è diminuito il costo al litro solo dello 0,01%. In pratica, noi dell`euro stiamo solo pagando gli svantaggi».
E sui viaggi, invece, nessun beneficio?
«Pochissimi. Se prima un viaggio in Cina poteva costare 5 milioni e con l`euro diminuire fino a 3 milioni e mezzo, ora il costo che viene proposto è sempre quello di 5 milioni, quindi 2 mila e 500 euro circa, senza sostanziali benefici derivanti dal possedere una valuta più forte. Ci sono persino agenzie di viaggi che fanno firmare una clausola con cui impegnano il cliente a pagare un conguaglio qualora l`euro, in corso di viaggio, subisca una flessione rispetto al dollaro. Non succede mai il contrario».
Da tutto questo quadro è emersa l`idea di indire uno sciopero degli acquisti il 5 luglio in collaborazione con altre associazioni (Federconsumatori, Adusbef e Codacons). Pensate che possa avere un buon seguito?
«Ci auguriamo di veder partecipare il 20% dei consumatori, il che significa per i commercianti un mancato guadagno di quasi 30 milioni di euro. Cifra, comunque,infinitamente inferiore rispetto al danno economico che commercianti, enti pubblici e privati e governo hanno arrecato ai consumatori approfittando dell`entrata in vigore dell` euro. Lo sciopero consisterà nell`astenersi, per un giorno, dal fare la spesa, consumare un caffè mettere la benzina, andare al cinema, etc.».

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