15 Ottobre 2018

Fermare ad ogni costo la strage dei pedoni

 

di MAURILIO RIGO Roma capitale delle stragi dei pedoni. Un primato poco invidiabile quello della “Città Eterna” che negli ultimi giorni ha fatto registrare una brusca impennata di quello che ormai è diventato uno stillicidio inarrestabile: 43 pedoni morti e 1.305 feriti (1 gennaio – 8 ottobre).
Il dato complessivo poi non lascia spazio a dubbi sulla tragica situazione della mortalità per incidenti stradali nella Capitale che con il 56% ogni milione di abitanti è addirittura in cima alla graduatoria negativa dell’Unione europea (49%).

Tra l’altro, il 43% dei 1.348 pedoni dell’elenco romano sono stati investiti sulle strisce o sugli attraversamenti pedonali, luoghi che dovrebbero garantire la protezione a chi li utilizza. E pensare che sono trascorsi trenta anni dall’introduzione della “Carta europea dei diritti del pedone”, ma non c’è nessuno che abbia voglia di festeggiare l’anniversario perché invece di diminuire il numero delle vittime è in crescita.

Vito De Russis, presidente dell’Associazione dei diritti dei pedoni di Roma e del Lazio invita quindi tutti a chiedersi “Perché 30 anni di profondo silenzio: in casa, a scuola, a scuola di guida, nella società e in tutte le istituzioni, nelle consulte cittadine, provinciali, regionali e nazionali sulla sicurezza stradale? Cosa occorre per eliminare le trappole degli attraversamenti pedonali senza segnaletica verticale? Cosa occorre per eliminare le trappole degli attraversamenti pedonali con segnaletica orizzontale degradata e in progressivo degrado? Cosa occorre per eliminare le trappole del giallo dai semafori pedonali? Cosa occorre per eliminare le fermate dei bus pubblici nella strada e portarli ai marciapiedi, per rispetto ai diritti e alla dignità di chi ha compiuto i suoi doveri? Cosa occorre per stroncare i lavori identici a quelli eseguiti per le fermate bus di via Ojetti che continuano ad impedire ai bus di accostarsi al marciapiede?”.

Uno sfogo amaro quello del presidente dell’Adp a cui si aggiungono anche le proteste del Codacons: “Oramai siamo in presenza di una strage di pedoni a Roma – afferma il presidente Carlo Rienzi – Una escalation di incidenti, feriti e morti sulle strade della capitale dovuta principalmente alla totale mancanza di controlli: per le vie di Roma regna l’anarchia, e sempre più spesso si vedono automobili sfrecciare a velocità elevata e non rispettare le più basilari norme del Codice della strada. Una situazione resa ancor più pericolosa dallo stato disastroso dell’asfalto, tra buche e strisce pedonali invisibili che rendono le strade di Roma sempre più terreno di morte”.

E per richiamare l’attenzione sul grave problema l’associazione Salvaiciclisti ha organizzato un flash mob per dire “Basta!” alla strage di pedoni sulle strade della Capitale dando vita a delle strisce pedonali umane. Con una tuta bianca macchiata di rosso sangue, una ventina di persone si sono sdraiate a terra, sotto la scalinata del Campidoglio, bloccando il traffico in via del Teatro di Marcello.
“Sono cinque le persone morte nell’ultima settimana a Roma, pedoni vittime di incidenti stradali. 43 le vittime totali dall’inizio dell’anno, solo a Roma sottolinea – Elena Scategni, dell’associazione Salvaiciclisti – Se guardiamo al dato italiano, parliamo di oltre 3.000 morti l’anno. Questi sono numeri di una vera e propria guerra o di un attentato terroristico. È ora di dire basta”.

Tra gli interventi immediati chiesti dall’Associazione dei diritti dei pedoni ci sono il potenziamento dell’Intermodalità con l’adeguamento dei marciapiedi in modo da consentire il corretto accostamento dei bus; marciapiedi liberi e con una regolare manutenzione; adeguamento dell’infrastruttura dell’attraversamento pedonale, (mancanza di segnaletica verticale, assenza di illuminazione, degrado della segnaletica orizzontale…); riduzione della velocità veicolare e realizzazione di marciapiedi “ortogonali” (simili agli attraversamenti rialzati).

Interventi ritenuti improcrastinabili se davvero c’è la volontà di ridurre in numero dei pedoni vittime della mortalità stradale. E’ bene ricordarsi che, come recita una specifica campagna per la sicurezza stradale del Centro Antartide, prima di ogni cosa “Siamo tutti pedoni”.

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