20 Settembre 2020

Fenati story: dalla “pinzata” folle del 2018 al campione ritrovato

 

Milano La festa di Romano Fenati a Misano. Ansa In questo caso, sul trionfo iridato a Misano di Romano Fenati in Moto3, più che di rinascita si può e si deve parlare di resurrezione. Ventitrè giri di fuoco dove è successo di tutto, con un finale da duello all’ Ok Corral con le bombe a mano, e sul traguardo, su tutti, il “cinghialotto” ritornato Re della foresta. Grande Fenati, grandi italiani, grand’ Italia, con super Vietti beffato per 35 millesimi dall’ ascolano. Poi, a un niente, Ogura, Arenas, Masia, Fernadez, Oncu, Migno, Toba, MCPhee che chiude decimo a un secondo e un decimo. Che corsa, ragazzi! E che Fenati! Una vittoria che fa balzare Romano nella top ten (47 punti) della classifica generale, una sberla per chi da tempo lo dava per finito, un sospirone di sollievo per Max Biaggi che da troppo tempo tiene il rospo nel gozzo e che forse aveva perso ogni speranza e che invece può tornare a sorridere dimostrando che l’ azzardo di quella scelta avrebbe prima o poi pagato. Chiamando le cose per nome si può parlare di riscatto. Il cristallino trionfo senza sbavature di Fenati a Misano 2 resta scritto nella storia di questo sport del coraggio e resta nel cuore di chi l’ ha visto sugli spalti o davanti alla tv. Romano è un giovane corridore all’ antica, venuto su dalla gavetta, di gran talento e di gran cuore, aspro e chiuso quando dovrebbe aprirsi e aperto fin troppo quando dovrebbe tacere. Così ha sempre fatto tutto da solo, nel bene e nel male, salendo in vetta e precipitando fino alla rottura polemica con il Team Sky VR46 di Rossi nel 2016 e al fattaccio della pinzata sulla leva del freno anteriore della moto di Manzi in Moto2 (proprio a Misano) nel 2018, in pista e fuori. Quel gestaccio, senza giustificazioni, punito subito con bandiera nera, seguito da squalifiche per le tre gare successive, volano di una spirale anti-Fenati da linciaggio, fino all’ esposto del Codacons alla procura di Rimini per tentato omicidio. Lasciamo il resto, il licenziamento del Team Marinelli e il contratto 2019 stracciato dal suo nuovo Team MV-Agusta-Forward, vicende che avrebbero portato chiunque a dire basta!, a chiudere con le corse. Poi il buon senso delle parti consentì di ridimensionare il tutto e chiudere col patteggiamento, con Romano che ammise le sue colpe, scusandosi e pentendosi del gestaccio. Il gestaccio di Fenati su Manzi a Misano nel 2018 in Moto2 ripartire da zero – Così aveva recuperato il rispetto di tanti ma non di tutti, tornando, non senza ripensamenti e difficoltà di ogni genere, a essere se stesso, lasciando il bancone della ferramenta del nonno e a riprendere il casco e tornare in sella. Fenati, insomma, aveva dimostrato di aver capito la lezione. Il resto è noto. Ora la domanda è una: dove porta questa vittoria? È Fenati un pilota “recuperato”, in grado di bissare presto l’ O di Giotto di Misano, di puntare a una prospettiva che rilanci alla vigilia dei 25 anni la propria carriera sin dal 2021 in Moto2, non come comprimario tappabuchi ma come protagonista? Una rondine non fa primavera. Tocca a Fenati dimostrare che c’ è e che ci sarà anche dopo Misano. Biaggi non voleva perder tempo con giovani piloti da tirar su e aveva puntato su Fenati, sulla sua guida esperta, per vincere il Mondiale sin dal primo colpo. Così non è stato. Se però la giornata trionfale di Misano rilanciasse davvero Fenati ai vertici del motociclismo, non con un ripescaggio tappabuchi, varrebbe davvero come un Mondiale, forse di più, ritrovando, oltre il pilota, anche l’ uomo.

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