8 Settembre 2021

Fedez querelato dal consigliere leghista citato il Primo Maggio

Ricordate il discorso fatto da Fedez durante concertone del Primo Maggio? Oltre a creare un terremoto in Rai, il j’accuse del cantante italiano aveva fatto infuriare alcuni esponenti del centro destra, citati – nome e cognome – quali autori di dichiarazioni intolleranti contro la comunità Lgbtq. Un affondo diretto non digerito, al punto che uno dei diretti interessati, il consigliere leghista di Reggio Emilia Alessandro Rinaldi, ha scelto di querelare il cantante per diffamazione.

Lo scontro legale

La querela, depositata in questura a Reggio Emilia, è stata recapitata all’artista milanese ieri mattina. Nulla di spiazzante, l’atto era atteso. E Federico Lucia, in arte Fedez, ci ha scherzato su attraverso alcuni video postati sui social. «Avete presente la pubblicità che dice che cosa fa Federica Pellegrini quando non nuota? Bene, faccio il remix: cosa fa Federico Lucia quando non prende querele dal Codacons? Prende le querele dai leghisti», ha raccontato ai followers su Instagram.

«Una delle querele più divertenti della mia vita»

Le battaglie portate avanti con toni accesi dai social sono già valse a Fedez una querela per diffamazione dalla Rai (il cantante aveva accusato di censura il servizio pubblico, da cui era stato invitato a smorzare i toni politici del discorso del primo maggio, ndr). Ma la scia di lamentele non si è fermata qui. Quest’estate si è fatto avanti il Codacons, che ha segnalato Lucia per presunta pubblicità occulta nel tormentone estivo Mille, in cui insieme ad Achille Lauro e Orietta Berti citava il marchio Coca Cola. E ora si aggiunge la querela per diffamazione recapitata da Rinaldi. «È tra le tre più divertenti che abbia mai ricevuto», scherza Fedez, che poi ne spiega ai seguaci le ragioni.

La frase «incriminata»del leghista

Nel discorso del Primo maggio, il cantante aveva riportato una frase pronunciata dal consigliere reggiano. «I gay vogliono l’uguaglianza? Si comportino come persone normali», recitava la missiva del leghista, ripubblicata dal rapper sui social. Ma l’esponente del Carroccio sostiene che la citazione sia stata estrapolata da un contesto più ampio e usata in modo inadeguato dentro al discorso di Federico Lucia a supporto del Ddl Zan e della comunità Lgbtq. «Invitavo le associazioni Lgbtq a non risaltare in maniera ossessiva e grottesca il loro orientamento sessuale, ma a comportarsi come tutte le persone normali», recita la lettera inviata da Rinaldi. «Ah, così cambia tutto», ironizza tagliente il cantante su Instragram. «È imbarazzante come un’intera classe politica italiana, anche quando si rende conto di aver detto una cosa assurda, pur di non chiedere scusa, perseveri nel ripetere il concetto. Fate schifo», conclude.

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