15 Luglio 2021

Fedez querela il Codacons? Durissima risposta dall’ufficio legale dei consumatori: “maxi-querela”

La guerra tra Fedez e il Codacons rischia di finire malissimo, ma per il rapper. Il marito di Chiara Ferragni, impegnatissimo in queste settimane nel sostenere il Ddl Zan e combattere l’asse Renzi-Salvini (insieme alla influencer e imprenditrice di moda, agguerritissima) ha annunciato querela contro l’associazione dei consumatori che lo aveva paragonato a Malika, la 18enne rifiutata dalla famiglia perché lesbica e che ha speso in beni di lusso i soldi a lei donati. Il Codacons ha chiesto che vengano sequestrati i 5 milioni di euro raccolti dal rapper durante l’emergenza Covid. “Fate schifo, sono stufo di essere perseguitato da voi – è stata la risposta furente di Federico Lucia -. Ѐ incredibile che nessuno faccia niente per controllare voi”. Quindi, sibillino, ha aggiunto: “So quello che fate, come lo fate. Sono stufo di essere perseguitato anche quando si fa del bene”. Negli ultimi anni, Fedez è stato citato dal Codacons per trenta volte, e a giudicare dalla replica dell’agguerrita associazione seguiranno altre raccomandate.
“Siamo felici dell’annuncio di Fedez di una querela contro di noi. Sarà finalmente l’occasione per far cessare le violenze, le ingiurie e gli insulti che periodicamente rivolge al Codacons e che fomentano odio sul web”, ha commentato con l’agenzia Adnkronos Carlo Rienzi, presidente dell’associazione consumatori. “Il Codacons – prosegue – è colpevole a suo dire di ‘lesa maestà’ per aver osato criticarlo per alcuni comportamenti. Fedez, evidentemente allergico a qualsiasi critica, si crede oramai un imprenditore come Berlusconi, e come Berlusconi afferma di essere perseguitato”.
Molto meno ironica la risposta concreta a Fedez: l’ufficio legale del Codacons sta preparando una maxi querela per diffamazione contro Fedez “mettendo insieme tutte le calunnie del rapper, gli insulti e gli oltraggi rivolti al Codacons nelle ultime 24 ore, e che hanno scatenato sul web una pericolosissima campagna d’odio contro l’associazione”.

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