Fedez presenta Disumano, tra vita pubblica e vita privata
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fonte:
- Vanity fair
Nessuna discesa in politica: il nuovo progetto di Fedez si chiama Disumano ed è il settimo album della carriera. Uscito stanotte, non solo celebra i dieci anni di carriera del rapper milanese ma ripercorre in venti brani la sua vita: più autobiografico e intimo che mai, arriva al pubblico dopo due anni da Paranoia Airlines, frutto della pandemia e di tante riflessioni personali.
Contemporaneamente arriva in radio il singolo Sapore (con Tedua), il pezzo preferito dalla moglie Chiara Ferragni, e incontra immediatamente il pubblico in due appuntamenti: venerdì 26 novembre alle 17.30 a Milano (a Feltrinelli Red City Life) e sabato 27 alle 14 a Roma (alla Discoteca Laziale). Disumano contiene moltissime collaborazioni: Achille Lauro, Orietta Berti, Francesca Michelin, Myss Keta, Dargen D’Amico, Cara, Tananai, Crookers e Speranza.
C’era da aspettarselo che alcune tracce fossero graffianti, si capisce già dalla cover che lo ritrae in due versioni mezzobusto: quella di marmo bianco contrasta con un’altra più provocatoria nera e quasi viva al suo fianco. Entrambe sono su un piedistallo e questa la dice lunga: il titolo dell’art-work è Il narcisista pessimista, realizzata da Francesco Vezzoli. L’opera, che sarà esposta in Triennale, sarà battuta all’asta per beneficienza da Sotheby’s: i proventi andranno alla Fondazione Together To Go Onlus, che aiuta i bimbi affetti da patologie neurologiche complesse (anche parte delle vendite dell’album verrà devoluta alla stessa causa).
D’altronde il lancio è stato – in perfetto stile Fedez – una campagna geniale, di stampo elettorale (con il dominio FedezElezioni2023) e con slogan assurdi e manifesti ad hoc nata propria dalla sua creatività ribelle («una grande trollata», la chiama lui sui social). È così che l’artista legge la realtà e un Paese sempre più allo sbando, sbranato da estremismi crescenti e già pregusta le querele in arrivo (nel brano di Un giorno in pretura). Nel mirino non solo Matteo Renzi, ma tutta una serie d’interlocutori con cui in passato si è già scontrato, tra cui il Codacons (che risponde per le rime attraverso l’agenzia stampa Adnkronos: «A lui va il nostro più sentito ringraziamento: così ci permette di far conoscere meglio, e ad un pubblico vastissimo, la nostra intensa attività a tutela dei consumatori»).
Ma c’è anche tanta tenerezza, come nella canzone dedicata alla figlia Vittoria (la secondogenita dopo Leone). Ecco perché l’arrivo dell’album è stato celebrato in famiglia e con gli amici con una diretta social a base di champagne (di Lady Gaga, what else?), invece del solito incontro stampa con i giornalisti.
Unica eccezione, la cover di Vanity Fair di questa settimana, che lo vede in dialogo con Enrico Mentana e senza filtri. Il 32enne milanese, d’altronde, non ne ha mai avuti. E ci si aspettano scintille da un prossimo tour e dalla presenza sul palco dell’Ariston, anticipata da un tweet misterioso: «Sanremo 2022, sto arrivando», sotto l’immagine di un bracciale che converte lo stress in energia. Autoironico come sempre e inarrestabile, non risparmia nessuno, proprio a partire da se stesso, come dice il titolo dell’ultimo brano dell’album, Mi sto sul cazzo.
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