28 Settembre 2021

Fedez indagato per diffamazione: citò Pietro Maso in una canzone

In una giravolta giudiziaria il rapper Federico Leonardo Lucia, conosciuto come Fedez, si trova nella stessa giornata a vestire i panni del diffamatore e del diffamato. Da un lato, il cantante avrebbe «offeso» Pietro Maso, l’uomo che nel 1991 uccise i suoi genitori con l’obiettivo di entrare in possesso dell’eredità. Ma dall’altro, il rapper milanese è parte lesa nel processo che vede invece imputato per diffamazione l’avvocato Carlo Rienzi, presidente del Codacons.

Questione Maso: la Procura di Roma ha indagato il cantante in relazione alla canzone «No Game-Freestyle» pubblicata nel giugno scorso. In un passaggio del brano musicale Fedez canta «Flow delicato, pietre di raso, saluti a famiglia da Pietro Maso, la vita ti spranga sempre a testa alta come quando esce sangue dal naso (…)». La citazione dell’omicida, tornato libero nel 2015, secondo l’accusa configura il reato di diffamazione aggravata. L’iscrizione è avvenuta in seguito alla denuncia presentata da Maso attraverso il suo avvocato Alessio Pomponi. «È richiamata in maniera esplicita la drammatica vicenda personale e processuale che mi ha visto coinvolto – scrive Maso, oggi 50enne, nella denuncia – e che, a distanza di anni e di un faticoso e doloroso percorso personale, sono riuscito a superare».

Per il denunciante «le espressioni utilizzate, riferite e riferibili in maniera chiara, diretta ed esplicita al sottoscritto, appaiono oggettivamente diffamatorie e non possono essere certamente ricondotte all’uso di immagini forti appartenenti al genere musicale o alla cifra artistica degli autori, ovvero a vicende personali assimilabili». Per Maso la «libertà di espressione e di manifestazione del proprio pensiero, anche e soprattutto nel caso di specie, non può determinarsi in modo da ledere l’onorabilità altrui, atteso che la vicenda che ha interessato il sottoscritto a oggi non assume alcun interesse in termini di attualità e rilevanza storica».

Questione Rienzi: anche il presidente Codacons è indagato per diffamazione, in un fascicolo in cui Fedez è la parte lesa. La Procura ha disposto la citazione diretta in giudizio dell’avvocato dopo che, in un’intervista radiofonica del 14 dicembre 2020, aveva lasciato intendere che il cantante e la moglie Chiara Ferragni avessero preso dei soldi come pubblicità occulta per far indossare al figlioletto magliette Moschino. Rienzi aveva definito Fedez e consorte come una coppia di «sfruttatori». Le indagini della Procura, condotte dal pm Antonia Gianmaria, hanno accertato che la scelta degli indumenti fatta dai Ferragnez per il figlio si è basata solo sui gusti della coppia. Che non ha mai preso soldi dal brand.

Ma la Procura di Roma contesta anche un’altra diffamazione a Rienzi, sempre nei confronti Di Fedez e consorte. La coppia, a marzo 2020, nella fase più grave della pandemia, aveva lanciato una raccolta fondi per potenziare le terapie intensive del San Raffaele di Milano. In questo contesto Fedez aveva anche distribuito cinquemila euro a cinque lavoratori cercati in strada guidando una Lamborghini. Pubblicità occulta, secondo il presidente del Codacons, perché l’auto era offerta gratuitamente al cantante. Le indagini invece hanno dimostrato che la coppia ha firmato per la Lamborghini un leasing ventennale: ragione per cui anche in questo caso la Procura ha disposto la citazione diretta dell’avvocato.

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