26 Novembre 2021

Fedez ‘Disumano’, un comunicatore troppo pop


Non sapremmo davvero come definire un album come Disumano. Non perché© della musica non si possa dire, ma perché  Fedez è ̈ un ‘progetto’ più¹ ampio e complesso della musica. Anzi, la musica è ̈ una parte, pur restando l’asse portante, di un personaggio che fa molte altre cose, professionalmente parlando, che comunica prima di cantare, e per comunicare usa tutti i mezzi che ha a disposizione. Come personaggio del nuovo star system Fedez è ̈ bravo, usa video, audio, Instagram, social, YouTube, giornali, tensioni sociali e politiche, e li usa bene, ottenendo sempre il massimo del risultato. E con buona probabilità ci riuscirà anche questa volta, mescolando alto e basso, moralità e politica, polemiche e poesia quotidiana, spettacolarità e pop art. Quindi importanti sono i testi di alcuni brani, dove Fedez prende posizione, si dichiara senza problemi, fa nomi e cognomi (in special modo Renzi e Giorgia Meloni nel brano Un giorno in pretura), come del resto prende posizione nella sua vita quotidiana, dove la partecipazione alla vita sociale e politica, alla sua maniera, è ̈ costante (come in Rinascimento, dove cita
Federico Aldrovandi e Giulio Regeni, oltre a Andrea Bocelli, o nella autoriferita La cassa spinge 2021, dove ricorda le sue infinite vicissitudini con il Codacons). Ma altrettanto importanti sono le canzoni dove parla d’amore, di amicizia, di cose più dirette e immediate, qualche rabbia, qualche divertimento, dove Fedez cerca di far capire che ha un’anima, che conta quanto l’immagine e la propaganda.
Ma, ed è ̈ questo il punto, qui si tratta di un album, ci sono canzoni, parliamo di musica. E se ci è ̈ concesso dirlo, il fatto che Fedez, che ha tutte le possibilità di fare esattamente quello che vuole, anche musicalmente parlando, punti ancora tutto su una forma, per quanto moderna, di mainstream pop, è ̈ un po’ una delusione. Non perché© qualcuno si aspetti che Fedez diventi un musicista d’avanguardia, non lo è ̈ stato in passato e non è ̈ necessario che lo sia adesso, ma perché© anche nel mainstream potrebbe essere meglio, ha tutte le doti per esserlo e se lo potrebbe permettere. Invece tutto l’album è ̈ mainstream, molto ben  prodotto e suonato, Fedez non è ̈ più¹ solo un rapper, è ̈ cantante a tutto tondo, cantautore persino in buona parte dell’album, ma tutto suona troppo pop, prevedibile e scontato. Il che non vuol dire che non avrà successo, ce lo dicono i singoli già pubblicati che sono tutti presenti nell’album, compreso il tormentone estivo con Orietta Berti e Achille Lauro, Fedez riuscirà ancora a
scalare le classifiche e arrivare alle orecchie di milioni di persone con le canzoni nuove. Ma dire che sia un album ‘interessante’ è ̈ difficile, di ‘interessante’ c’è ̈ poco o pochissimo, c’è ̈ un ottimo, a tratti anche eccellente, prodotto pop di consumo, non destinato, almeno per quello che possiamo capire, a restare nel tempo. Diciamo che se è ̈ vero che in termini produttivi pop Fedez è ̈ un artista maturo e in grado di parlare a un pubblico ampio, divertirlo e farlo pensare quando tocca materie rilevanti e importanti, la sua maturità in termini espressivi e musicali deve ancora arrivare. Ma a trentadue anni e dopo sette anni forse qualcosa in più¹, musicalmente, sarebbe stato sensato farlo. Soprattutto in un album che conta 20 brani e solo in pochi casi, comunque pop e mainstream, la qualità si alza.

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