9 Dicembre 2020

FEDEZ, CODACONS SI OPPONE A RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE DEL PM DI MILANO E RIVELA: GIA’ ANALOGO PROVVEDIMENTO DELLA PROCURA DI MILANO SCRITTO DA UNA FOLLOWER DEL RAPPER!!

    FEDEZ, CODACONS SI OPPONE A RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE DEL PM DI MILANO E RIVELA: GIA’ ANALOGA MINUTA REDATTA DA UNA FOLLOWER DEL RAPPER!!

    GRAVE INCOMPATIBILITÀ FINITA AL VAGLIO DEL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA CHE DEVE RISPONDERE A DUE INTERROGAZIONI PARLAMENTARI SUL CASO

    FEDEZ DOVRÀ ORA COMPARIRE DAVANTI AL TRIBUNALE CIVILE DI ROMA IL PROSSIMO 1 FEBBRAIO

    Oggi il Corriere della sera, passando a tutta pagina la velina degli avvocati di Fedez, ha fatto uno scoop “flop” di grave disinformazione che se il cronista – come prevede il codice deontologico dei giornalisti – avesse sentito anche l’altra campana, avrebbe potuto evitare.
    E sul caso Fedez oggi il Codacons, che presenta formale opposizione alla richiesta della Procura di Milano di archiviare la querela mossa dall’associazione nei confronti del rapper, rivela come stanno realmente i fatti.
    Il provvedimento della Pm Gentilini fa seguito ad una analoga richiesta di archiviazione da parte della Procura di Milano su identica querela che risale all’estate scorsa, e finita al centro di un caso giudiziario su cui dovrà ora pronunciarsi il Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede – spiega l’associazione – Il precedente provvedimento con cui il Pm di Milano (Dott. Nicola Rossato) respinse le richieste del Codacons di mandare a giudizio il rapper per diffamazione e istigazione alla violenza (migliaia di follower scrissero post sotto i filmati di Fedez augurando al Codacons morte, torture e Covid!) era stato scritto da una fan di Fedez e Chiara Ferragni.
    Come risulta dagli atti, il provvedimento di archiviazione della querela dell’associazione fu infatti redatto per conto del pubblico ministero da una tirocinante del Tribunale penale di Milano (dottoressa Diandra Mangàno) la quale, attraverso i suoi profili social, risultava essere follower e fan non solo del querelato Fedez, ma anche della consorte signora Chiara Ferragni.
    Una situazione di evidente incompatibilità e conflitto di interessi che avrebbe dovuto spingere la dott.ssa Mangàno ad astenersi dal compito, e che è finita ora al vaglio del Ministro della Giustizia, attraverso due interrogazioni parlamentari in cui si richiede un intervento urgente per garantire il sistema giudiziario e il principio di imparzialità, che sembra decisamente violato nel caso della querelle Fedez/Codacons.
    Con la nuova decisione della Procura di Milano, il Pm Gentilini sembra anche pericolosamente autorizzare chiunque a offendere e insultare, ritenendo che l’espressione usata da Fedez “potete andare a fare in culo” “esclude la carica offensiva delle espressioni quali quelle usate dall’indagato” perché “i soggetti interagiscono in posizione di parità” SIC!! Parità decisamente inesistente dal momento che Fedez su Instagram conta ben 11,3 milioni di follower!! E non ha il diritto di critica (sulla base del quale il Pm Gentilini ha ritenuto di assolvere il rapper) che spetta solo quando non se ne abusa con gratuite aggressioni come accaduto nel caso di specie.
    Contro la richiesta errata del Pm di Milano l’associazione propone ora opposizione dinanzi al Gip cui spetta l’ultima parola. Tutto ciò mentre il rapper dovrà comparire il prossimo 1 febbraio dinanzi al Tribunale civile di Roma per rispondere della richiesta di danni nei suoi confronti presentata dal Codacons.
    Sul proprio sito il Codacons pubblica oggi i 2 provvedimenti integrali della Procura di Milano e la querela su cui dovrà pronunciarsi il Gip, contenente le offese violente dei seguaci di Fedez aizzati dal rapper, a seguito delle quali Google ha dovuto cancellare i post violenti per violazione delle regole di correttezza sui social, nonché le interrogazioni parlamentari presentate sul caso al Ministro della Giustizia.

     

    DOCUMENTI

    Richiesta di Archiviazione – Procura di Milano

    Querela Codacons

    Interrogazione parlamentare Germanà

    Interrogazione parlamentare Sgarbi

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