27 Agosto 2003

Federconsumatori denuncia un`impennata dei prezzi e prepara lo sciopero della spesa.

Federconsumatori denuncia un`impennata dei prezzi e prepara lo sciopero della spesa. Adesione dei pensionati
«Aumenti senza controlli»
E ora si chiede che l`osservatorio dei prezzi diventi operativo

MATERA ? Cara, carissima estate. Sul fronte dei prezzi è stata una rincorsa continua che ha toccato le punte massime nella settimana di Ferragosto. Soprattutto nelle località balneari della costa jonica dove anche l`umile «piede» di insalata in appena ventiquattr`ore ha fatto registrare incrementi pari al cento per cento, rimandando gli increduli acquirenti ai favolosi guadagni in borsa fatti registrare negli anni scorsi scorsi da alcuni titoli telematici. Da un euro a due euro nel breve volgere di una giornata. «Incredibile, ma è proprio così», commenta il segretario provinciale di Federconsumatori, Giuseppe Cotugno.
Per i prezzi è stata una marcia inarrestabile: frutta anche a 3 euro al chilogrammo, acque minerali gravate, rispetto ai grandi magazzini del capoluogo, anche di 50 centesimi in più per un «cartone» da sei bottiglie, verdure intoccabili, latticini a peso d`oro, pizze al raddoppio o quasi, mediamente 10 euro al giorno per ombrellone, sdraio e lettino, «ma senza il rispetto dei requisiti minimi di accoglienza». I prodotti più abbordabili? «Sembrerà strano, ma alla fine la gente si è resa conto che era meglio acquistare carne e pesce». La difesa dei commercianti ha investito due temi in particolare: costo dei trasporti e domanda più alta dell`offerta per effetto della siccità.
Cotugno è scettico sulla consistenza di queste due argomentazioni. «Sulla prima questione – precisa – posso concordare, ma solo sul principio che mi sembra legittimo e sacrosanto. Sui ricarichi effettivi manifesto invece molte riserve: con quegli aumenti hanno pagato il trasporto realizzando anche una forma di guadagno aggiuntivo». Durissimo invece il suo giudizio sull`altro fronte. «Le dighe lucane sono piene d`acqua, i canali di irrigazione continuano ad assicurare risorse adeguate ai campi. Non capisco il perché di questo ritornello. Le stesse organizzazioni di categoria del mondo agricolo lo hanno detto senza mezzi termini che sui rincari i produttori non hanno responsabilità che invece sono da ricercare tra grossisti e commercianti al dettaglio. E, poi, cosa c`entra la siccità per quelle produzioni che arrivano da altri Paesi? L`introduzione dell`euro qualche guasto l`ha provocato, ma non fino a questo punto. È tutta una squallida storia agevolata dal fatto che mancano controlli adeguati. Ognuno si muove come sa e come vuole, ma sempre e solo a scapito dei consumatori. Prendiamo quel che accade al mercato della frutta e della verdura di piazza Ascanio Persio. Le cifre dei cartellini-prezzo aumentano, ma nella casse del Comune, a quanto mi risulta, continuano a non pervenire i pagamenti per l`utilizzo dei locali da parte dei commercianti. I guadagni aumentano, le spese no e a rimetterci sono le famiglie».
Il segretario provinciale di Federconsumatori annuncia per il 16 settembre lo sciopero della spesa che «aprirà sul fronte dei consumi un autunno davvero caldo». Chiede compattezza soprattutto alle massaie. Chiarisce che in occasione della terza manifestazione di protesta contro il caro spesa le associazioni interessate, vale a dire Adusbef, Codacons e Federconsumatori, non si limiteranno a denunciare il problema ritirandosi subito dopo aver dato conto delle difficoltà in cui si dibatte la gente. «Coinvolgeremo le istituzioni e le organizzazioni sociali, chiederemo la nascita e l`effettiva attività dell`osservatorio dei prezzi, questa volta andremo fino in fondo per spezzare una spirale che sta mettendo in difficoltà un po` tutti». In primo luogo i pensionati che annunciano compattezza di fronte alla proposta dell`Intesa dei consumatori di disertare mercati e grandi magazzini per un giorno.

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