4 Maggio 2019

Federalberghi attacca Airbnb «Evade la tassa di soggiorno» : «Evade la tassa di soggiorno»

gli albergatori: non sappiamo neppure che fine fa l’ imposta anci: «un regolamento statale per sanzionare gli evasori»
Francesca Forleo INVIATA A CAPRI La tassa di soggiorno, con relative polemiche a distanza tra Fedarlberghi e Airbnb, è la protagonista della 69esima assemblea nazionale degli albergatori che si è aperta ieri a Capri. Un tesoro da 600 milioni – 130 riscossi soltanto a Roma, poco più di 3,5 milioni in Liguria, 13esima nella classifica nazionale delle Regioni con i suoi 3.674.131 euro – che gli albergatori contestano. «Si tratta di una tassa sul turismo e non di una imposta di scopo applicata in 1.020 comuni italiani il cui unico fine sembra essere quello di tappare i buchi di bilancio», dice il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca prima di lanciare il suo attacco: «Non è tollerabile il Far West che si registra nel settore delle locazioni brevi. La legge ha stabilito che i portali devono riscuotere l’ imposta di soggiorno dovuta dai turisti che prenotano e pagano attraverso le piattaforme, ma Airbnb assolve a tale obbligo solo in 18 comuni su 997. Per di più, le amministrazioni, allettate dalla prospettiva di nuovi introiti, si sono rese disponibili a sottoscrivere un accordo capestro, accettando un sistema di rendiconta zione sostanzialmente forfettario, che non consente un controllo analitico e induce a domandarsi se non si configurino gli estremi di un danno erariale». La replica di Airbnb, che parla di «zero idee e offese agli amministratori locali» da parte di Federalberghi non si è fatta attendere: «Difendendo d’ ufficio i suoi numerosi associati accusati di peculato – scrive Airbnb-, il presidente Bocca si scaglia contro tutto e tutti, riuscendo a mancare di rispetto in un colpo solo sia al legislatore sia agli amministratori delle 23 città che hanno automatizzato l’ imposta di soggiorno tramite Airbnb». Anche Anci ha rilanciato ieri la richiesta di «un regolamento statale, utile in particolare per meglio regolare e graduare il sistema delle sanzioni applicabili in caso di mancato versamento da parte dei gestori», altro punto contestato da Bocca: «Un apparato sanzionatorio paradossale, che noi chiediamo di modificare in quanto tratta allo stesso modo chi si appropria indebitamente delle risorse e chi sbaglia di pochi euro o ritarda». E il Codacons lancia un appello al ministro delle Politiche Agricole e Turismo, Gian Marco Centinaio (atteso oggi alla convention insieme all’ imprenditore Flavio Briatore), «affinché sia garantita una maggiore trasparenza obbligando i Comuni a pubblicare online l’ esatta destinazione della tassa di soggiorno e gli inter venti realizzati con essa». Contattato ieri per una replica da Il Secolo XIX, il ministro ha fatto sapere che risponderà direttamente all’ assemblea. «In Liguria ci sono almeno 5mila appartamenti turistici abusivi su 18mila registrati dice il presidente di Federalberghi Liguria, Americo Pilati, presente alla convention io pago 40mila euro di tassa e non so dove vada a finire. Eppure, due anni fa alla Borsa di Genova, avevamo stretto un patto per il Turismo che stabiliva di usare il 40% per infrastrutture e territorio, il 60% in marketing e promozione: ma la promozione non significa una sagra dei fritti per i turistiche noi stessi portiamo in Liguria. E poi abbiamo bisogno di strade e ferrovie moderne, di collegamenti verso Ponente e verso Levante dal nostro aeroporto e dai vicini aeroporti di Nizza e di Pisa». A Genova, il peso della concorrenza degli appartamenti turistici si è fatto sentire anche nelle vacanze pasquali e nei successivi ponti del 25 aprile e 1 maggio: alberghi all’ 80/90%, b&b e affini pieni. «Sicuramente siamo penalizzati dalla concorrenza abusiva – ragiona Gianluca Faziola di Federalberghi Genova – su 1.162 appartamenti registrati in città, solo la metà è accreditata in questura, quindi segnala le presenze, quindi applica la tassa di soggiorno: il 50% delle case lavora abusivamente». –

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