13 settembre 2017

Fedeli: «Sì a smartphone in classe, per la didattica» Codacons: follia, è danno

«Li vedo e li frequento, i ragazzi. E so che non si può continuare a separare il loro mondo, quello fuori, dal mondo della scuola», per questo «da venerdì prossimo una commissione ministeriale s’ insedierà per costruire le linee guida dell’ utilizzo dello smartphone in aula. Entro breve tempo avrò le risposte e le passerò con una circolare agli istituti»: lo ha annunciato ieri il ministro dell’ Istruzione Valeria Fedeli sottolineando che il telefonino è «uno strumento che facilita l’ apprendimento». Si tratta di «una straordinaria opportunità», spiega, «che deve essere governata. Se lasci un ragazzo solo con un tablet in mano è probabile che non impari nulla, che s’ imbatta in fake news e scopra il cyberbullismo. Questo vale anche a casa. Se guidato da un insegnante preparato, e da genitori consapevoli, quel ragazzo può imparare cose importanti attraverso un media che gli è familiare: Internet. Quello che autorizzeremo non sarà un telefono con cui gli studenti si faranno i fatti loro, sarà un nuovo strumento didattico», precisa. Quanto all’ inizio dell’ anno scolastico, Fedeli è soddisfatta: «Tutte le cattedre sono state assegnate, 720mila insegnanti di ruolo e 85mila supplenti». REAZIONI. C’ è però chi non apprezza le aperture sugli smartphone in classe: «È follia allo stato puro», dice il Codacons, che boccia senza appello la decisione di Valeria Fedeli. Il presidente dell’ associazione dei consumatori, Carlo Rienzi, commenta: «Non capiamo se questa idea di consentire l’ utilizzo dei telefonini in classe sia uno scherzo, una provocazione, o il frutto di un colpo di testa del ministro. Al pari dei cellulari, anche le sigarette o i prodotti alcolici fanno parte del mondo dei ragazzi: allora perché non consentire di fumare e bere durante le lezioni? Si tratta di un provvedimento pericolosissimo, che rischia di portare i ragazzi alla perdita della capacità di pensare, leggere e scrivere in modo indipendente dai telefonini». Non solo, il Codacons rincara: «Sono noti a tutti i rischi connessi all’ uso degli smartphone, dal punto di vista sia mentale che fisico, specie sui più giovani». «Sull’ uso didattico degli smartphone nutriamo dubbi perché, più che appassionare gli studenti, riteniamo che possa danneggiarli», sottolinea anche il sindacato degli insegnanti, Gilda.