15 Ottobre 2015

Fece assumere la figlia in Regione “Responsabili anche i funzionari”

Fece assumere la figlia in Regione “Responsabili anche i funzionari”

La parola d’ ordine è risarcimento. Nel processo per Rimborsopoli in Consiglio regionale, in una mattinata arrivano due annunci su politici che vogliono restituire soldi ricevuti dall’ amministrazione. L’ unico ad aver firmato l’ accordo con l’ avvocato della Regione (Alessandro Mattioda) è Roberto Tentoni, ex consigliere del Pdl e di Progett’ Azione, che ha staccato un assegno da 30 mila euro. Le telecamere A processo per peculato, è accusato di aver utilizzato fondi dei gruppi consiliari per acquistare alcune telecamere di sorveglianza, installate per qualche tempo negli uffici e poi finite nel proprio alloggio. Contro Tentoni si è costituito parte civile anche il Codacons, non ancora considerato dal consigliere per un accordo. La segretaria Anche l’ ex consigliere dei «Verdi verdi», Maurizio Lupi, ha deciso di risarcire le parti civili. Per lui, l’ accusa è di aver truffato la Regione: aveva assunto la figlia Sara come segretaria del proprio gruppo consiliare, anche se non poteva garantire la presenza in ufficio perché lavorava per altre aziende. Addirittura, all’ estero. La prima parte civile contattata per il risarcimento è proprio la Regione. Ma soltanto al 60%. Come indica la sentenza della Corte dei Conti, che attribuisce una responsabilità del 40 per cento ad «altri uffici e soggetti, i quali, sia pure in posizione non paritetica con quella dell’ odierno convenuto, furono informati delle vicende contrattuali della signora Sara Lupi (anche lei imputata, ndr), ivi comprese le corrispondenti decisioni culminate con la stipula dei contratti». Così, da 74 mila euro passiamo a quasi 45 mila. Da questa cifra, bisogna togliere i 12 mila euro pagati da Maurizio Lupi nel processo (con rito abbreviato) per peculato. Risultato: poco più di 30 mila euro. «La trattativa è stata avviata, ma non conclusa. Non mi pare corretto aggiungere altro», dice l’ avvocato Cristiano Michela, difensore di Lupi. Ma a quella sentenza della Corte dei Conti è legata anche un’ altra vicenda. Sempre giudiziaria. È l’ indagine della procura contabile, avviata per dare un nome a «uffici e soggetti» della Regione che hanno contribuito a causare il danno del 40 per cento, fino alla sentenza attribuito al solo Maurizio Lupi. Responsabilità contabili, certo. Ma è probabile che l’ argomento verrà «giocato» dalle difese anche nel processo penale. La comunione I pm Enrica Gabetta e Giancarlo Avenati Bassi consegnano ai giudici l’ attestato di una parrocchia di Vercelli per la prima comunione del figlio dell’ ex consigliere Alberto Cortopassi. E la ricevuta del ristorante per 570 euro. Finita nella documentazione da rimborsare a spese della Regione.
claudio laugeri
 

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