Febbraio vede il rimbalzo delle vendite al dettaglio
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
Enrico Netti Rimbalzo per le vendite al dettaglio che a febbraio mettono a segno un +6,6 a valore e un + 7,2 a volume. Gli acquisti sono trainati dai beni non alimentari in aumento a doppia cifra: +14,8 a valore e +15,4 a volume. In flessione invece le vendite di generi alimentari a -2,4 a valore. È quanto emerge dalle rilevazioni Istat che evidenziano su base annua un marcato calo del 5,7 a valore degli acquisti. Una frenata che colpisce tutti i canali di vendita e, per la prima volta in 2 anni, anche i discount. Con una sola eccezione: il commercio elettronico mostra un forte aumento del 35,8 La grande distribuzione perde il 5,8 delle vendite, il commercio in piccole superfici il 7,6 e il commercio ambulante il 6,6 «Con le zone rosse il commercio al dettaglio va a picco e i dati Istat confermano la drammaticità della situazione per le imprese del retail» segnalano da Confesercenti. In crescita informatica e tlc Tra i prodotti no food sono aumentati gli acquisti di informatica, tlc e smartphone (+12% annui) ed elettrodomestici, radio, tv e registratori (+8,9 Continua il calo di calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-12,7 e dei prodotti farmaceutici (-12,3 Da un lato la spesa delle famiglie nel 2020 è calata di quasi l’ e la propensione al risparmio raggiunge il 15,8 con un raddoppio rispetto al 2019. Poteva andare peggio senza gli aiuti e i sostegni distribuiti a causa delle pandemia ma le famiglie hanno perso il 2,8 di reddito disponibile, ben 32 miliardi nel 2020. «Il dato di febbraio è un po’ mi- delle attese e questo suggerisce l’ipotesi che la molla della ripresa trainata dai consumi, una volta che la pandemia sarà domata, potrebbe realmente scattare, sebbene permangano incertezze sull’entità della ripartenza. il commercio tradizionale è stato sostanzialmente escluso dal rimbalzo statistico» è il commento di Confcommercio. Per Carlo Alberto Buttarelli, direttore relazioni con la Filiera e ufficio studi di Federdistribuzione, ci sono «segnali di crisi permanente mentre si sta delineando un quadro di crisi che per molte imprese che operano nella distribuzione non alimentare rischia di essere insopportabile, mettendo a rischio le prospettive di ripresa». Carlo Rienzi, presidente Codacons, ricorda i ripetuti allarmi lanciati dall’associazione «La grave crisi del commercio prosegue anche nel 2021 coinvolgendo, stavolta, tutti i settori: grande distribuzione, discount e piccoli negozi vedono un tracollo delle vendite – dice -. A salvarsi è solo l’e che anche a febbraio registra crescite a due cifre». Per finire Marco Pedroni, presidente di Ancc- e di Coop Italia, aggiunge come «le future mosse del Governo sono fondamentali, servono sostegni efficaci, efficienti e rapidi all’occupazione e ai redditi più bassi che possano sostenere i consumi e il ciclo economico». Per quanto riguarda le ultime festività il presidente spiega che «le vendite pasquali registrate da Coop dimostrano che le famiglie italiane vogliono tornare a spendere e sentono la necessità di ripristinare un parvenza di normalità quantomeno nelle festività tradizionali».
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