Febbraio nero sul fronte dei prezzi al consumo
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fonte:
- Il Gazzettino
Febbraio nero sul fronte dei prezzi al consumo: più 0,4\% rispetto a gennaio, più 2,5\% in un anno. E con queste percentuali poco edificanti, Padova si guadagna la maglia nera. I rilevamenti dell`Istat segnalano infatti che l`inflazione nella nostra provincia è superiore a quella registrata a livello nazionale: più 0,2\% la variazione congiunturale, più 2,1\% quella tendenziale, riferita cioè allo stesso periodo dell`anno precedente. Sono aumentati il riso, la carne fresca di vitello, quella bovina, il petto di tacchino, la mortadella, la bresaola, il latte fresco, lo yogurt e moltissimi altri prodotti. Ma a fare lievitare l`inflazione sono soprattutto i trasporti (più 0,9\% in un mese, più 5,7\% in un anno) e i combustibili. Quest`ultima voce, che comprende le spese per l`abitazione, l`acqua e l`energia elettrica, ha registrato da sola un incremento mensile dello 0,3\%, che in un anno corrisponde al 7,9\%. La fotografia scattata dall`Istat, segnala inoltre un aumento significativo per i mobili, gli articoli ed i servizi per la casa: più 0,7\% rispetto a gennaio, più 2,4\% negli ultimi dodici mesi. Per i padovani è quindi un risveglio particolarmente amaro. Se infatti in Italia l`inflazione segna il passo, nella nostra provincia appare invece in controtendenza.Consola poi relativamente il fatto che costino un po` meno gli aperitivi, le videocamere ed i pacchetti vacanza “tutto compreso“. Come sempre però, i prezzi dell`Istat non convincono le associazioni dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) che si dichiarano “esterrefatte“. Durissimo il loro commento: “Calcolando che solo per la benzina le famiglie spendono oggi 140 euro in più all`anno, crediamo sia giunto il momento di mettere mano ai ruoli ed alle funzioni dell`Istat, non solo attraverso la modifica dei pesi e delle voci del paniere, che non rappresentano la realtà dei costi e dei prezzi, ma soprattutto, dotando di strumentazione tecnologica più avanzata le rilevazioni che si fanno sul territorio e che non sembrano avere caratteristiche di accuratezza“. Servirà? Rimane il fatto che sono moltissime le famiglie che faticano ad arrivare a fine mese.Questi in particolare i risultati dei rilevamenti effettuati nel territorio padovano: pane e cereali (più 1\%), carni (più 1,4\%), pesce e prodotti ittici (più 4,1\%), latte, formaggi e uova (più 0,8\%), frutta (più 9,4\%), ortaggi (più 1,8\%), zucchero, confetture e cioccolato (più 2,1\%), caffè, tè e cacao (più 3,3\%). Sono calate solo le acque minerali: meno 0,6\%.Risultano invece incrementati i prezzi di liquori e bevande alcoliche (più 3,8\%), e delle birre (più 2,1\%). Unica eccezione i vini, diminuiti dello 0,5\%. Performance poco edificante (più 0,7\%) anche per l`abbigliamento e le calzature. Ma il dato che incide su molte altre voci è quello relativo al settore trasporti. Gli aumenti sono notevoli: più 9,3\% i trasferimenti di proprietà degli autoveicoli, più 6\% i pezzi di ricambio, e più 11,7\% i carburanti e lubrificanti (più 1,3\% solo a febbraio). La palma negativa spetta ai trasporti urbani che in un anno sono saliti del 22,6\%. Per gli utenti è quindi una magra consolazione sapere che le tariffe sono invariate nell`ultimo mese. Un forte rialzo dei prezzi, infine, non risparmia nemmeno i fiori e le piante, che hanno segnato più 11,7\% in un anno e più 6\% nell`ultimo mese.Curiosamente, i dati padovani sono molto simili a quelli registrati mediamente nell`area dell`euro: più 2,4\% su base annua e più 0,4\% a livello mensile. Anche questa è una magra consolazione.
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