15 Febbraio 2021

Fca:Tar,inammissibile ricorso Codacons contro prestito Covid

Associazione,prendiamo atto decisione,valuteremo appello a CdS
ROMA
(ANSA) – ROMA, 15 FEB – È stato dichiarato inammissibile dal Tar del Lazio il ricorso amministrativo con il quale il Codacons contestava il prestito da 6,3 miliardi di euro richiesto da Fca Italia, impugnando la parte del ‘Decreto Liquidità’ che, in seguito all’emergenza da Covid-19, non esclude dalla possibilità di ottenere finanziamenti le imprese facenti parte di un gruppo la cui controllante ha sede all’estero. Per il Tar, “se è vero che il Codacons, ai sensi del proprio statuto, tutela, anche attraverso azioni giurisdizionali, ‘i diritti … dei risparmiatori e dei contribuenti'”, per essere legittimati ad agire “occorre che l’interesse perseguito sia a questo riconducibile quale interesse propriamente collettivo, distinto da quello dei singoli appartenenti alla categoria, nonché che lo stesso sia concreto ed attuale”. La situazione dedotta con il ricorso (“descritta in fatto dall’essere lesi dal previsto accesso al prestito garantito, a favore di un’impresa con sede in Italia, ma controllata da un’impresa avente sede a Londra, come è il caso di FCA Italy S.p.a.”), “non appare riconducibile ad interessi diffusi di una comunità o di una categoria individuata e individuabile, ma sembra piuttosto fare capo alla generalità indistinta neanche dei cittadini italiani, ma di tutti i contribuenti italiani”. Secondo i giudici amministrativi, quindi, “non è possibile intravedere una concreta e sicura applicazione dei provvedimenti gravati nel senso paventato dalla parte ricorrente che si limita a disegnare quale ipotetica conseguenza della garanzia prestata a FCA Italy S.p.a. e, in generale, alle imprese con sede in Italia, ma controllate da società estere, la mancata tassazione nel nostro Paese degli eventuali dividendi, distribuiti all’impresa controllante estera, da cui discenderebbe, in via del tutto ipotetica e priva di qualsiasi riscontro documentale, che lo Stato italiano e gli italiani, non solo non beneficerebbero della suddetta garanzia, ma potrebbero trovarsi onerati di imposizioni fiscali maggiorate per sopperire alle uscite non compensate dal sistema dei prestiti garantiti”. La conclusione del Tar è che “ammesso e non concesso di ritenere il Codacons associazione esponenziale legittimata ad agire a tutela dell’interesse dell’intera categoria dei contribuenti italiani, gli effetti lesivi del decreto ministeriale con cui è assentita la garanzia in favore di FCA Italia, sono presentati dalla stessa parte ricorrente come del tutto eventuali, futuri e ipotetici atteso che manca qualsiasi dimostrazione di come tale garanzia determini un aggravio diretto a carico della finanza pubblica”. “Prendiamo atto della posizione del Tar secondo cui simili provvedimenti non sono sindacabili, anche quando arrecano danno alla collettività – commenta il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – e questo perché la rappresentanza della nostra associazione riguarda i contribuenti mentre nel caso del prestito Fca il danno, per il Tar, riguarderebbe tutti i cittadini italiani. A noi sembra un paradosso e valuteremo se presentare appello al Consiglio di Stato”. (ANSA).

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