24 Febbraio 2014

Fazio: un errore rifare noi stessi ma non escludo Sanremo 2015

Fazio: un errore rifare noi stessi ma non escludo Sanremo 2015

DA UNO DEI NOSTRI INVIATI SANREMO – «Penso sinceramente che l’ anno scorso fossimo più simpatici, ci fosse più empatia con il pubblico, eravamo di per sé un evento. Quest’ anno invece non più, e quindi è mancato l’ effetto sorpresa con in più l’ aggravante che ci siamo rifatti a noi stessi». Cala il sipario del Festival (quello che nella puntata inaugurale non si era aperto: un segno). Tempo di bilanci, di autocritiche, ma anche di rivendicazioni sul lavoro fatto. Fabio Fazio offre la sua analisi su uno dei Festival meno visti da quando esiste l’ Auditel. La media ponderata delle cinque serate è stata di 8.763.000 spettatori (solo Baudo 2003, Panariello 2006 e Baudo 2008 avevano fatto peggio) con uno share del 39,3% (peggio solo Baudo 2008). Rispetto all’ anno scorso si sono persi per strada tre milioni di spettatori. Fazio non ci sta: «Non stiamo parlando di una catastrofe: si usa la parola flop in modo sciocco, si è trattato di un ascolto inferiore rispetto all’ anno scorso che ha tanti perché. Bisognerà fare riflessioni, sarà mio interesse farle, con la volontà di analizzare e cercare di capire senza pregiudizio e senza aggressività. Fare la seconda volta una cosa, già per il fatto che sia la seconda si rischia di deludere, ma l’ errore è stato ripartire da dove ero rimasto anziché azzerare quanto fatto». Il pubblico davanti alla tv è una cosa, la qualità però è un altro discorso: «La frammentazione degli ascolti – prosegue Fazio – è un dato di fatto, e quindi credo che per la tv generalista dovremo abituarci a un diverso esito delle cose, a maggior ragione andrà valutata la qualità». In questo senso il conduttore non ha dubbi: «È stata un’ esperienza esaltante, sono soddisfatto per alcune scelte fatte, ci sono stati bellissimi momenti di televisione. La scelta degli ospiti stranieri è stata anche spericolata, non abbiamo preso le boy band. A volte fa un po’ sorridere l’ imputazione di quelli che dicono “non avete fatto questo o quello”: un conto è il desiderio, un conto è il possibile. Mi sarebbe piaciuto avere gli U2 e Paul McCartney, ma bisogna fare i conti con gli impegni delle star e il budget a disposizione. Un discorso simile vale per la gara, non è facile convincere artisti affermati a partecipare alla competizione: non hanno voglia che la loro carriera sia messa in discussione perché magari si trovano in fondo alla classifica del Festival di Sanremo». Fazio ribadisce concetti già espressi: quanto a Sanremo 2015 «mi prendo un tempo ovvio per rifletterci, perché io ne farei 10 di seguito, bisogna pensare a un progetto, a un’ idea». Il direttore di Rai1 Leone è comunque contento: «Stiamo sempre parlando di un programma che nelle cinque serate fa una media ascolti di quasi il 40% e che in finale tocca la media share del 43%. E’ la conferma che questo è un evento, tra le poche tipologie in grado di illuminare una rete. Il bilancio in termini editoriali è coerente rispetto a quello che volevamo, mi riconosco in questo Festival di cui ho apprezzato moltissime cose». Prosegue: «Il Festival non deve essere la ricerca di false notizie, illazioni che durano mesi, situazioni scabrose che avvengono prima e durante lo spettacolo, e via dicendo». Mentre il Codacons, l’ associazione dei consumatori, sta preparando un esposto da presentare alla Corte dei Conti per accertare il presunto danno erariale per le spese del Festival, la coppia di fatto Fazio-Littizzetto si giura amore eterno finché dura. Magari si prenderanno una pausa, ma non si separeranno. Lui: «Non ci lasceremo mai». Lei: «Dovremmo prendere una pausa da questo continuo lavoro che stiamo facendo, ma non posso divorziare da Fabio, ci ha sposato Don Matteo e non è il caso di rivolgersi alla Sacra Rota». Anche per la comica però qualcosa va ripensato: «E’ come quando ti fidanzi con qualcuno: il primo anno è tutto fighissimo e anche le pecche ti sembrano pregi, poi dopo un anno scopri che sono diventati difetti». Ecco l’ errore: «Non abbiamo cambiato la formula: l’ anno scorso era una novità e i difetti diventano pregi». Scherza: «A Sanremo ci torno, ho già prenotato due sdraio ai bagni Paradiso. Mi prenderò qualche giorno qui con Vessicchio». Renato Franco.

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