11 Ottobre 2017

FAZIO, DI MALE IN PEGGIO

ENRICO PAOLI Su Rai Tre, almeno come piazzista, riusciva sempre a cavarsela. Ma con il pubblico di Rai Uno il gioco delle tre carte, uno dei preferiti di Fabio Fazio, non funziona. Anzi, visto il crollo degli ascolti, ha già iniziato a stufare. Che lo si voglia o no il pubblico della prima rete della Rai è tutt’ altra cosa da quello che guarda il terzo canale dell’ emittente pubblica. E non è un problema di meglio o peggio, ma di sensibilità diverse. E così lunedì sera, nonostante il mega traino della nazionale di calcio che ha toccato oltre il 30% di share, «Che fuori tempo che fa» ha fatto registrare un misero 9,1%. Cifre ben lontane dalle previsioni fatte dal marketing e rimarcate dallo stesso conduttore, che ha provato a tappare la falla, attraverso un comunicato della sua società, sostenendo che il programma è partito dall’ 8. Singolare come giustificazione. Forse dipende dal fatto che sotto al 10% anche i contratti con gli inserizionisti sono a rischio. E dire che l’ artista più pagato da viale Mazzini, oltre due milioni di euro all’ anno per 4 anni, l’ altra sera aveva pure invitato il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, in tour per le emittenti televisivi per promuovere il suo libro. L’ antagonista di Matteo Renzi all’ interno del Pd ha pubblicato da poco il suo quinto libro di narrativa intitolato «Disadorna e altre storie», con il quale mira a fare concorrenza a Walter Veltroni nella classifica dei libri che tutti recensiscono ma che nessuno legge realmente. E la lettura di un brano del libro non ha aiutato la promozione del prodotto. Insomma, peggio di così era difficile immaginare. E proprio perché il quadro inizia a farsi pesante il Codacons ha chiesto alla Rai «la risoluzione del contratto di Fazio», annunciando un nuovo esposto alla Corte dei Conti. «La puntata di lunedì ha fatto registrare ascolti attorno 9%», spiega Carlo Rienzi, mentre la diretta concorrente, Canale 5, ha avuto ascolti tre volte superiori a Fazio. Numeri che diventano ancor più gravi se si considera il contratto plurimilionario firmato dal conduttore e gli elevati costi di produzione del programma». Il deputato del Pd, Michele Anzaldi, invece, se la prende sia con la Rai che con il conduttore per l’ attegiamento tenuto nei confronti dei vegani, considerato irrispettoso. Intanto in azienda continuano a rincorrersi i nomi per l’ ennesimo valzer delle nomine. Con l’ uscita annunciata di Ilaria Dallatana, che ha deciso di lasciare la guida di Rai Due per ragioni personali, il direttore Mario Orfeo sarebbe intenzionato a modificare l’ assetto delle direzioni di rete. Sulla poltrona di Rai Uno potrebbe sedere Angelo Teodoli, ex direttore di Rai Due e già vicedirettore della rete ammiraglia, attualmente è alla guida di RaiGold, che potrebbe passare a Roberta Enni, data in grande ascesa. Andrea Fabiano, attuale timoniere della rete ammiraglia, tornebbe al Marketing, settore da cui proviene. Per Rai Due, infine, i nomi in corsa sono quelli di Maria Pia Ammirati e Flavio Mucciante, ex direttore di Gr Radio Rai e Radio Uno, tuttora parcheggiato in attesa di un incarico. Il consiglio di amministrazione, in agenda domani, servirà a capire quali saranno le scelte di Orfeo. twitter@enricopaoli1 riproduzione riservata Fabio Fazio ha iniziato a lavorare in Rai nel 1982.

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