26 Settembre 2004

Fazio: le banche abbassino le tariffe

Fazio: le banche abbassino le tariffe

Il governatore centrale in campo: «Lotta al carovita, gli istituti di credito facciano la loro parte» L`Abi: tocca ai singoli istituti. Consumatori scettici: meglio tardi che mai, anche se finirà nel nulla


ROMA Le banche devono fare la loro parte, contribuendo al contenimento del carovita. Parola di governatore della Banca d`Italia, Antonio Fazio, che scende direttamente in campo, chiamando all`appello il mondo creditizio. E, invitandolo, «nell`attuale delicata congiuntura» a dare «un contributo a frenare l`inflazione: ad abbassare cioè «il costo dei servizi offerti alla clientela». Un appello esplicito che va in scia alle sollecitazioni giunte nei giorni scorsi dal governo – premier e ministro dell`Economia – per un impegno, anche degli istituti di credito, nella strategia contro il caro-prezzi.
Ma a fronte del quale dal mondo bancario, finora, non si sono registrate novità. E l`Abi ribadisce di non avere – come associazione – direttamente voce in capitolo: pur sottolineando che ogni invito è da valutare, la decisione – spiega lo stesso presidente Maurizio Sella – di mettere mano alle tariffe spetta alle banche. Ogni possibile intervento è infatti legato «alle politiche commerciali dei singoli istituti». Nuovi spunti che gettano benzina sul fuoco della polemica per i consumatori, convinti che il sistema bancario alla fine non accoglierà l`invito, sfilandosi dalla lotta al carovita lanciata a vari livelli e in tutte le direzioni. «Nell`attuale delicata congiuntura un contributo a frenare l`inflazione – ha osservato Fazio da Lecce – può discendere dal contenimento del costo dei servizi offerti alla clientela». Per il governatore, inoltre, se il sistema bancario nel suo complesso «ha fatto registrare a partire dalla metà degli anni `90 significativi progressi in termini di efficienza, avanzamenti sono ancora necessari sul piano del rapporto con l`utenza e della tutela dei risparmiatori». Per Fazio le banche devono fare la propria parte per contribuire alla lotta contro il carovita.
In questo scenario si scatena il pessimismo dei consumatori, che rilanciano chiedendo un «conto sociale per giovani e famiglie» e prendono come un tardivo risveglio le dichiarazioni del governatore. «Meglio tardi che mai», commenta il presidente dell`Adusbef, Elio Lannutti, secondo cui «finalmente Fazio si è accorto degli altissimi costi di un conto corrente bancario, che superano i 600 euro l`anno». L`invito, aggiunge, «mi auguro che possa essere accolto, anche se l`esperienza di 20 anni al servizio di una delle principali banche prima e la presidenza dell`Adusbef negli ultimi 18 poi, mi inducono a essere pessimista». Lannutti, a nome dell`Intesa dei consumatori, chiede così un conto sociale: cinque euro al mese, 70 l`anno per i giovani, dieci euro mensili (120 annue) per le famiglie. La chiamata di Fazio, sottolinea il presidente del Codacons Carlo Rienzi, arriva in ritardo di almeno dieci anni e per essere efficace avrebbe dovuto comprendere la richiesta di un ribasso dei costi almeno del 20%.
Del resto la strada degli accordi con le categorie desta qualche perplessità anche nel presidente dell`Antitrust, Giuseppe Tesauro: «Accordi tra concorrenti – avverte – possono essere un palliativo momentaneo per cercare di frenare la spinta inflazionistica, ma non sono la soluzione del problema. Nel medio periodo il rischio è perdere quel poco di cultura che abbiamo del libero mercato».

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