19 Luglio 2009

Fazio: “Apertura delle scuole a rischio”

Il viceministro della Salute lancia l’allarme. La Gelmini precisa: «Nessun rinvio»
I casi sinora accertati nel nostro Paese sono fermi a 258. A marzo potrebbero essere 13 milioni

 
 ROMA. Gli studenti l’hanno pensato in massa: «Evvai». Ma il possibile rinvio dell’apertura dell’anno scolastico paventato ieri dal sottosegretario alla Salute, Ferruccio Fazio, è faccenda seria nonostante le imbarazzate smentite dei ministri della Salute e della Pubblica Istruzione. Perchè a settembre, quando le scuole di ogni ordine e grado dovranno riaprire i battenti, studenti, genitori e insegnanti potrebbero trovare «chiuso per pandemia». L’ipotesi di una riapertura posticipata degli istituti rispetto al calendario prefissato per ora rimane solo uno degli scenari possibili. Tuttavia gli esperti insistono nel ripetere che le scuole sono state finora il principale moltiplicatore dell’epidemia da virus A H1N1. E che dunque è necessaria una super sorveglianza. «Se l’andamento dell’epidemia di nuova influenza lo renderà necessario non possiamo escludere il ricorso alla misura», ha detto ieri il sottosegretario Fazio, spiegando che per ora non è stata presa alcuna decisione, che tutto dipenderà dall’evolversi della situazione, ma che settembre «sarà sicuramente un momento cruciale». Quando infatti l’epidemia comincerà a svilupparsi anche in Italia il contagio sarà «molto rapido» e i casi aumenteranno velocemente, ha spiegato il viceministro incaricato di coordinare l’emergenza. La diffusione del virus «sarà progressiva e porterà a un raddoppio dei casi in media ogni 10 giorni»; pertanto, ha sottolineato Fazio, «nessuna ipotesi o misura è esclusa», compresa la vaccinazione dei bambini dai sei mesi in poi. Il quadro epidemiologico italiano, per il momento, non è ancora preoccupante: i contagi accertati sono fermi a 258, ma a marzo prossimo potrebbero essere 13 milioni. «è possibile che la vera propria epidemia scoppi anche in Italia nel giro dei prossimi venti giorni, un mese al massimo. E non c’è nulla da fare per limitarla», ha dichiarato il viceministro alla Salute aggiungendo che «non siamo più in una fase di contenimento, ma nella fase pandemica». «Non possiamo fare altro che curare gli ammalati e farli guarire il prima possibile», ha detto ancora Fazio assicurando che «la situazione non viene sottovalutata e che per questo è necessario non creare alalrmismi ingiustificati». Le affermazioni rilasciate da Fazio sul possibile rinvio dell’apertura dell scuole ha però messo in allarme il ministero della Salute che in serata ha diramato una nota per precisare che «nessuna misura di questo tipo è attualmente presa in considerazione» dalle competenti autorità. Insomma una mezza retromarcia sulla quale, pochi minuti più tardi, è intervenuta anche la titolare della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini. «Abbiamo massima attenzione sull’evolversi della nuova influenza e com’è giusto stiamo valutando con scrupolo tutti gli scenari. Perciò, anche se al momento la situazione non preoccupa, continueremo a fare tutte le verifiche necessarie», ha dichiarato la Gelmini con una nota emessa da Viale Trastevere.  Su Fazio, intanto, si abbattono anche le ire del Codacons che ha invitato il sottosegretario a dimettersi.  «Non è possibile che le nostre autorità sanitarie ci dicano così che tra venti giorni, in piene ferie, scoppierà un’epidemia che può procavare anche dei morti», ha dichiarto il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, reclamando «informazioni dettagliate per i cittadini sui servizi messi in campo».
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox