20 Novembre 2019

Fatturato e ordini: settembre registra un timido risveglio

 

ROMA. Fatturato e ordinativi a settembre riescono a superare la soglia «zero» ma per l’ Istat «permane una situazione di debolezza». Le perdite dei mesi precedenti sono una zavorra e un recupero che si ferma ai decimali non è ritenuto sufficiente. La domanda interna ristagna, al di là delle oscillazioni mese su mese. E l’ export langue, minato dalle guerre commerciali, dalla Brexit e dal rallentamento dell’ economia tedesca. Un quadro che preoccupa non solo il tessuto imprenditoriale ma anche i consumatori. Guardando ai numeri, a settembre le vendite sono aumentate dello 0,2% rispetto ad agosto, interrompendo una striscia di segni meno che andava avanti da giugno. Ma il terzo trimestre chiude comunque in negativo, lasciando sul piatto lo 0,7%. Rosso che raddoppierebbe senza la spinta, seppure leggera, arriva dai mercati oltreconfine. Il punto. Anche il confronto annuo non conforta (-1,6%). Discorso simile per le commesse: tiene il dato mensile non il trimestrale (-1,7%) e il lieve rialzo su base annua (+0,3%) scompare di fronte al calo del 2,5% maturato tra gennaio e settembre. Sono i beni di consumo a vivacizzare un pò le vendite, segno che a far girare gli affari sono le famiglie. I beni strumentali, che rispondono alle esigenze delle imprese, sono invece indi scesa. Piatto il comparto energetico. E infatti fa bene il fatturato dell’ industria alimentare (+4,2%) e dei prodotti che vanno a finire nella distribuzione retail (dai farmaci ai device elettronici). Male i mezzi di trasporto e non solo per via dell’ auto. Settembre 2019 non è stato «ricco» quanto il corrispondente mese del 2018, soprattutto per il settore «non automotive», che include navi, treni o aerei. Settore che crolla sul fronte ordini (-20%). Bisognerà adesso capire come queste cifre impatteranno sulla seconda lettura del Prodotto interno lordo del terzo trimestre, che l’ Istat nella prima stima ha dato in rialzo dello 0,1% in termini congiunturali. I dati definitivi verranno diffusi venerdì 29 novembre. Ma per ora anche l’ Ocse vede l’ Italia un decimo di punto sopra lo zero. D’ altra parte ricavi e commesse risultano in linea con il quadro complessivo.Anzi,laproduzione industriale a settembre non aveva lasciato speranze, scendendo ancora di uno 0,4%. Stessa cosa per i dati sulla cassa integrazione rilasciati dall’ Inps (+51,9%). Intanto dal mondo giungono notizie che non risollevano il morale: per la Bdi, la Confindustria tedesca, la Germania «è in recessione» e laproduzione manifatturiera a fine anno calerà del 4%. Per Coda cons e Unc la situazione «è preoccupante». Per entrambe le associazioni a tutela del consumatore infatti i numeri di settembre «non bastano». Solo la Coldiretti si rallegra: l’ incremento registrato perl’ industria del food viene considerato «un segnale positivo» che beneficerebbe della preparazione delle scorte in vista del Natale. //

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