8 Gennaio 2019

Fattura elettronica «Una partenza con disagi e ritardi»

al debutto tante segnalazioni di problemi nell’ invio antonio rocca (commercialisti): «numerose lamentele e per i prossimi siamo pronti a gestire altre difficoltà»
Quello della fatturazione elettronica obbligatoria dall’ 1 gennaio di quest’ anno per i privati è stato un debutto difficile, con il Codacons che a causa del malfunzionamento del sistema elettronico di interscambio (Sdi) parla di “caos fiscale” ed è pronto a presentare un esposto per interruzione di pubblico servizio e associazioni d’ impresa e commercialisti sommersi da richieste di imprese in ansia sul da farsi. Interscambio Da parte sua, l’ Agenzia delle entrate fa sapere che non c’ è alcun disservizio e che «dal primo gennaio 2019 sul sistema di interscambio sono già transitate quasi un milione e mezzo di fatture elettroniche senza che il partner tecnologico Sogei abbia rilevato alcun problema». Sulla questione prendono oggi posizione anche i commercialisti lecchesi che per voce del loro presidente Antonio Rocca si dicono «sorpresi che un’ articolazione ministeriale si senta in dovere di rilasciare un comunicato stampa per dire che le cose funzionano; oltretutto, dalle esperienze e dalle lamentele raccolte, ciò non corrisponderebbe esattamente alla verità». Rocca sottolinea che i i commercialisti sono «pronti a gestire grandi difficoltà», perché «le prossime saranno settimane complesse per tutti, imprese e professionisti». Attività rallentate Rocca afferma che «i primi invii di fatture elettroniche si sono svolti in un periodo di festività, in cui le attività sono rallentate e sicuramente non rappresentano un test significativo. È prevedibile – prosegue Rocca – che nelle prossime settimane la situazione si complicherà, con le aziende che riprenderanno la piena operatività e con il sito dell’ Agenzia delle entrate che, come a volte accaduto già in questi giorni, potrà non funzionare efficacemente». Rocca definisce la riforma «azzardata e rischiosa» per com’ è impostata e per i tempi di attuazione, una riforma «che rischia di creare difficoltà pesanti, soprattutto alle realtà meno strutturate da un punto di vista contabile». Tuttavia, chiarisce Rocca, l’ Ordine dei commercialisti non presenterà esposti per interruzione di pubblico servizio e garantirà all’ Agenzia fiscale massima collaborazione, ma chiede anche «rispetto e comprensione per i contribuenti e per nostri colleghi in una situazione di grande disagio per tutti, compreso ovviamente il personale degli uffici della stessa Agenzia che ha tutta la nostra comprensione». Rocca ricorda una battaglia della categoria durata mesi: «Sin dall’ inizio – afferma – avevamo chiesto un’ applicazione graduale della riforma. Non siamo stati ascoltati ed è stata seguita unicamente la logica del gettito, a fronte della quale tutte le altre possibilità sono passate in secondo piano. In questa situazione – aggiunge – solo le imprese più strutturate, che rappresentano una modesta percentuale del nostro sistema produttivo, sono pronte ad affrontare questa importante novità. Buona parte sono invece impreparate e chiedono supporto».
maria g.della vecchia

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