Fattura elettronica Si rischia l’ ingorgo alla fine di gennaio
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fonte:
- Giornale di Vicenza
confcommercio paragona la riforma alla norma che introdusse lo scontrino fiscale. confindustria sottolinea che c’ è stato poco tempo per adeguarsi
Giudizio sospeso. La fatturazione elettronica tra privati attende il vaglio delle scadenze di fine mese. O, meglio, del 15 febbraio, data entro cui le aziende dovranno presentare le fatturazioni di gennaio. Ciò che attendono i liberi professionisti e gli imprenditori è conoscere se il sistema di interscambio, ossia la piattaforma informatica dell’ Agenzia delle entrate deputata a raccogliere le fatture, reggerà l’ onda dei dati che giungeranno da tutto il Paese. La curiosità, per ora, è tecnica. Mentre sul fronte dei vantaggi e degli svantaggi si ragiona in prospettiva.LA “RIVOLUZIONE”. I tecnici non esitano a definirla una rivoluzione epocale. Paolo Maran di Confcommercio la paragona alla legge Visentini del 1985 che obbligò i commercianti al dettaglio all’ utilizzo del registratore di cassa con emissione dello scontrino fiscale. Detto questo oggi la fatturazione elettronica si muove su due binari: l’ eliminazione del cartaceo e l’ introduzione di un intermediario, l’ Agenzia delle entrate. Fino a nove giorni fa la fatturazione tra azienda e azienda avveniva tramite i consueti strumenti di comunicazione, email o posta e, ricorda Marco Meloncelli, responsabile fiscale di Confindustria, «le aziende dovevano fare i conti con i diversi formati». Ora un’ azienda non dovrà più fatturare a un’ altra azienda ma spedirà la documentazione al sistema informatico dell’ Agenzia delle entrate che la girerà all’ azienda interessata. In più esisterà un unico formato. Il vantaggio per il Fisco è intuitivo: ossia un controllo capillare dei movimenti destinato ad abbattere l’ evasione. Il che abbraccia le ragioni dell’ introduzione della fatturazione elettronica. In Finanziaria i benefici di questo nuovo strumento sono stati stimati in quasi 2 miliardi di euro, una cifra che molti operatori considerano quantomeno ottimistica. Al netto dei desiderata rimane però la tempistica della riforma giudicata frettolosa. «C’ è stato troppo poco tempo per adeguarsi – ricorda Meloncelli – in più ci sono state modifiche e interventi». Poi «avevamo chiesto una serie di vantaggi e semplificazioni tangibili che però non ci sono stati».LE PREOCCUPAZIONI. «Quella che doveva essere una semplificazione al momento è una complicazione, che sta portando a numerose richieste di chiarimenti», concordano Maran di Ascom e Erika Faggion, responsabile dell’ area gestione d’ impresa di Confartigianato. «Non possiamo rimanere all’ esterno dell’ innovazione tecnologica – è la premessa di Faggion -. Detto questo è necessario un approccio diverso. Credo che superata la novità sul lungo periodo i vantaggi saranno soprattutto sulla riduzione dei tempi e sulla riduzione del volume di documenti cartacei». Confartigianato ha istituito una piattaforma informatica propria per agevolare le imprese nell’ affrontare la fatturazione elettronica («Ieri sono transitati oltre 2mila documenti senza problemi»). Di fatto «non ci sarà una riduzione delle spese sulla fiscalità ma cambia “solo” il processo amministrativo e fiscale», spiega Faggion. Che ricorda come Confartigianto abbia dedicato al tema ben 14 incontri coinvolgendo oltre 2.500 imprese in provincia. Al contempo Codacons lancia l’ allarme sul rischio «caos fiscale situazione di confusione e incertezza che rischia di avere ripercussioni per i contribuenti». Allo scopo, sempre Codacons, ha attivato uno sportello telefonico per fornire informazioni e assistenza a utenti e piccole attività. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
federico murzio
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