Fattura elettronica, l’ operazione va avanti per i commercialisti: solo piccoli disguidi
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fonte:
- Il Gazzettino
IL CASO ROMA L’ Agenzia delle Entrate garantisce che tutto sta filando liscio. Ma il decollo della Fatturazione elettronica, stando a quanto denunciano i professionisti, sta avvenendo in maniera complicata. «Gravi malfunzionamenti e blocchi sul sistema» sono stati denunciati ieri dall’ Anc (Associazione nazionale commercialisti), che in una nota ha segnalato problemi oltre che sulla piattaforma pubblica dell’ Agenzia delle Entrate, che già in mattinata accoglieva i navigatori con un Impossibile raggiungere sito, anche sui sistemi di invio gestiti da privati. «Quel che avevamo previsto e denunciato si sta puntualmente verificando ha protestato il presidente del sindacato professionale, Marco Cuchel, – e ciò che qualcuno ha generosamente considerato rallentamenti e difficoltà dovuti all’ applicazione di un nuovo sistema, si sta rivelando la regola. Anche il Codacons ha denunciato, da parte sua, la situazione di grave difficoltà e l’ Associazione nazionale commercialisti sta valutando, assieme al mondo imprenditoriale, un’ azione comune di protesta che abbia un impatto significativo, tale da rappresentare con forza il disagio di tutti». La vicenda, che viene utilizzata da alcune opposizioni (Forza Italia e LeU in prima fila) per attaccare il governo, viene appunto ridimensionata dagli uomini del fisco. «Non c’ è alcuna anomalia sul server di Sogei», fanno sapere fonti dell’ Agenzia delle Entrate che sta operando «un attento monitoraggio sui sistemi». Ma resta un fatto che i malumori, in questi giorni, sono stati molti e diffusi. Da parte sua l’ Agenzia ha diffuso alcune statistiche che, nelle intenzioni, servono a ridimensionare il caso. Sono 2,8 milioni le fatture elettroniche emesse nei primi 4 giorni dal 1 gennaio da parte di oltre 120 mila operatori Iva. Marginale la percentuale di errore, spiegano all’ Agenzia delle Entrate: solo il 6% di scarti, dovuti nella maggior parte dei casi ad errori sostanziali, quelli cioè che avrebbero inficiato anche documenti su qualsiasi altro supporto. Numeri bassi, dunque, dicono ricordando che ad esempio nei primi tempi di applicazione della fattura nella Pa, i margini di errore raggiungevano il 30%. Tuttavia la versione cyber della fattura non soddisfa tutti con alcuni operatori che accusano confusione e malfunzionamenti nel sistema. Occorre comunque ricordare che per i cittadini nulla cambia con l’ entrata in vigore della fatturazione elettronica: riceveranno comunque una copia in formato cartaceo e non hanno quindi bisogno di dotarsi di una Pec. Nulla cambia anche per i contribuenti che rientrano nel regime forfettario o nel regime di vantaggio, per i piccoli produttori agricoli e per le associazioni sportive dilettantistiche, che sono esonerati per legge dall’ emissione delle fatture. Rimangono inoltre fuori, per il 2019, le fatture per le quali è obbligatorio l’ invio dei dati al sistema Tessera sanitaria. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
michele di branco
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