16 Settembre 2021

FATE QUALCOSA PER EVITARCI ‘STO SALASSO – IL GOVERNO STUDIA COME DISINNESCARE L’EFFETTO DELL’AUMENTO DELLE BOLLETTE

«Il governo è fortemente impegnato per la mitigazione dei costi delle bollette dovuti a queste congiunture internazionali e per fare in modo che la transizione verso le energie più sostenibili sia rapida e non penalizzi le famiglie», assicura il ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani.

Sul tavolo del governo ci sono tre opzioni: la riduzione dell’Iva, una manovra sugli oneri di sistema a carico dello Stato, un nuovo bonus sociale. Con quali risorse? Con i fondi non spesi dei decreti anti-crisi.
Ci sono 2-3 miliardi di minori tiraggi dei provvedimenti varati durante l’emergenza Covid. Lì, alcuni esponenti del governo vorrebbero andare a prendere i soldi che servono: da fondi e bonus non utilizzati. Ma dal ministero dell’Economia tirano il freno: i tecnici di Daniele Franco, infatti, preferirebbero mettere quelle risorse per l’abbattimento del deficit.

Il taglio dell’Iva

È l’intervento più costoso, ma mette d’accordo molti partiti della maggioranza. Il Tesoro e il ministero della Transizione ecologica ragionano sulla possibilità di portare l’Iva al 4%.
Oggi, per quanto riguarda le utenze domestiche l’aliquota è al 10%, ma ci sono anche molte imprese (manifattura e agricoltura ad esempio) che godono dell’imposta agevolata, anziché di quella fissata al 22%.

Per quanto riguarda il gas, negli usi domestici l’Iva è al 10% sui primi 480 Smc consumati (standard per metro cubo). Per tutti gli altri al 22%.
La manovra

A luglio il governo mise sul piatto 1,2 miliardi per consentire ai cittadini di non pagare gli incrementi della luce. Adesso potrebbe agire temporaneamente sugli oneri di sistema, che nel secondo trimestre 2021 pesano fino al 20,1% sulla bolletta dell’elettricità e del 4,38% su quella del gas.

Gli oneri di sistema sono quei costi destinati a finanziare la ricerca, smaltire l’eredità nucleare e sostenere le rinnovabili. Il governo stava già studiando un intervento strutturale da inserire nel ddl concorrenza proprio per alleggerire quelle voci che secondo alcune stime arrivano a 10-15 miliardi. Ora, alcune di quelle norme potrebbero essere inserite in uno dei prossimi decreti.

Il modello spagnolo
Un modello da tenere come riferimento è rappresentato da ciò che ha fatto la Spagna per arginare il balzo dell’elettricità. L’esecutivo di centrosinistra guidato da Pedro Sanchez ha approvato ieri un pacchetto di misure per contenere l’impatto sulle famiglie.

L’obiettivo è far sì che la spesa energetica di un consumatore a fine 2021 sia sui livelli del 2018. Nel menu della legge spagnola, a tempo fino alla fine dell’emergenza, c’è l’abbassamento della tassa sull’elettricità dal 5,15% allo 0,5% e un limite all’aumento trimestrale della tariffa fissa del gas per famiglie e pmi del 4,4% anziché del 28%.

Il bonus per i meno abbienti

La terza proposta prevede l’introduzione di un bonus per le famiglie meno abbienti sulla falsariga degli sconti su luce, gas e acqua già riconosciuti oggi ai contribuenti con una soglia Isee a 8.265 euro.

Nel 2020 hanno avuto accesso all’aiuto per pagare la bolletta della luce 854.900 famiglie mentre sono 543.963 quelle destinatarie del bonus gas, per una spesa complessiva che è stata rispettivamente pari a 135 e 76 milioni di euro.

Ovviamente ora si tratta di spendere molto di più. Il governo vuole a tutti i costi evitare la stangata d’autunno, un grande classico dell’economia italiana dopo che lunedì Cingolani ha lanciato l’allarme sui maxi-rincari in arrivo.

Segnali si intravedevano già da tempo: la carenza di gas in Europa, l’aumento della domanda e l’impennata dei prezzi sui diritti di emissione dell’anidride carbonica. Per non parlare della risalita del petrolio col Brent che ha toccato quota 74 dollari.

Il Codacons prevede un aggravio di 500 euro annui per una famiglia con due figli, Assoutenti addirittura di 1.300 calcolando anche le ricadute sui prezzi al dettaglio. Tra due settimane l’Autorità per l’energia aggiornerà i contratti, quindi il governo ha poco tempo per individuare le risorse effettivamente disponibili e calmierare gli aumenti.

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