25 Gennaio 2010

“Fate causa per i bond argentini”

Sarebbero oltre 20 mila i friulani cascati nell’ infelice investimento in bond argentini, Cirio e Parmalat: a distanza di nove anni il problema è ancora vivo e irrisolto «e chi non ha fatto ricorso contro la propria banca – mette in guardia il Codacons del Fvg – rischia di perdere definitivamente i suoi soldi». «Tra un anno il caso andrà in prescrizione – avverte il presidente regionale Codacons, Vitto Claut – e purtroppo la maggior parte dei friulani non è informata, si fida della banca di cui è cliente e non sa che è invece possibile fare ricorso». Gli istituti di credito, riferisce Claut, quando hanno proposto i bond argentini erano al corrente dei rischi insiti in quel tipo di investimento e avrebbero dovuto avvisare i clienti del pericolo: «Su questo i giudici ci danno ragione», incalza il Codacons. Claut riporta la disperazione di tanti cittadini che, dopo anni di vana attesa di risposte, oggi si rivolgono al Codacons sperando di riavere, almeno in parte, i soldi perduti. «Le banche su quegli investimenti ci hanno guadagnato – precisa Claut – e i dipendenti addetti alla consulenza intascavano fior di percentuali su ogni operazione effettuata. Il legame di fiducia che migliaia di friulani hanno con il direttore della propria banca non basta: molti funzionari, poi, in questi anni sono stati spostati e non sono quindi più rintracciabili». E sull’ eccessiva fiducia concessa agli istituti di credito il Codacons ha da ridire anche sul tema dei derivati finanziari: «Abbiamo visto quanti debiti hanno portato ad alcuni enti locali l’ aver investito in derivati. Le amministrazioni pubbliche – continua il presidente dell’ associazione per la difesa dei diritti dei consumatori – non devono darsi alla finanza, bensì offrire servizi ai cittadini». Il Codacons invita, pertanto, gli abitanti o i consiglieri di minoranza dei Comuni e delle Province che hanno sottoscritto contratti derivati e Swap a dare il mandato all’ associazione, affinché si possa perseguire l’ amministrazione pubblica che ha malamente investito i soldi dei cittadini, «perché – conclude il Codacons – i responsabili vanno rintracciati e qualcuno deve pagare».

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