12 Maggio 2016

Fassina (Sel) e il ricorso al Tar: domani la sentenza

Fassina (Sel) e il ricorso al Tar: domani la sentenza
Gli avvocati: la data, assente sulle liste, si può stabilire sulla base di elementi oggettivi

    
Domani il Tar deciderà se Stefano Fassina rientra nella competizione elettorale. Alle 9.30 la seconda sezione bis del tribunale amministrativo regionale, presieduta da Elena Stanizzi, ha fissato l’ udienza straordinaria, e nello stesso giorno saranno emesse e pubblicate le sentenze. I ricorsi depositati sono diciannove contro l’ esclusione delle liste «Sinistra per Roma-Fassina Sindaco» e «Lista civica per Fassina sindaco», anche in tutti i municipi. «Sono fiducioso nella sentenza del Tar, gli avvocati hanno riportato gli elementi che indicano che il periodo di raccolta delle firme rispetta i 180 giorni – spiega Fassina -. Quante possibilità ho? Sono ottimista. Certo non me lo aspettavo, ma quando si è in prima linea ci si prende le responsabilità, in questo caso quella politica è mia». Il ricorso firmato dagli avvocati Contaldi La Grotteria, Pittori, Sandulli, Adami, Salerni, riguardo all’ assenza della data accanto alla firma, spiega che «i verbali autenticati in via amministrativa recano tanto l’ indicazione della qualità del vicepresidente del municipio, quanto la data fissata per lo svolgimento delle elezioni, gli stessi non possono che essere stati formati entro i 180 giorni previsti dalla norma». E poi aggiunge: «Il soggetto autenticatore ha assunto la qualità di vicepresidente del Municipio IV in data 29/12/15, mentre la data delle elezioni è stata fissata in data 8/4/2016» e quindi, si evidenzia nel ricorso, «è la prova che le autenticazione siano state eseguite dentro la parentesi dei 180 giorni». Sempre nel ricorso si evidenza come «la fase di raccolta firme è stata compressa oltre misura in modo del tutto abnorme ed immotivato». Il riferimento è al giorno nel quale è stata decisa la data delle elezioni che, secondo il ricorso, «doveva» essere stabilita il 5 novembre 2015, ed invece è stata decisa l’ 8 aprile 2016: «Tuttavia sebbene tale elemento vada valutato in termini di eccesso di potere vi è una motivazione più stringente. L durata massima del commissariamento può essere prorogata di 90 giorni al solo fine di far coincidere le elezioni con il primo turno elettorale utile. Dunque nel momento in cui si proroga la durata del commissariamento deve essere contestualmente esaminata e definita la data in cui far svolgere le elezioni». Un’ altra incognita aleggia sul voto: il Tar deve anche pronunciarsi sul ricorso del Codacons che chiede di posticipare le elezioni dal 5 al 12 giugno.

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